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Delitti ItalianiCassano allo Ionio, trovati in un’auto tre corpi carbonizzati

Cassano allo Ionio, trovati in un’auto tre corpi carbonizzati

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A Cassano allo Ionio, in provincia di Cosenza, sono stati ritrovati all’interno di un’auto tre corpi carbonizzati, tra cui quello di un bambino di 3 anni

L’auto totalmente bruciata in cui sono stati trovati i corpi senza vita delle tre vittime, si trovava in una campagna di Cassano allo Ionio, in un luogo molto difficile da raggiungere.

Al momento del ritrovamento è stata impossibile l’identificazione dei corpi poichè sono stati rinvenuti soltanto i loro scheletri. Subito dopo la verità, le tre vittime erano scomparse da Cassano allo Ionio pochi giorni prima di essere uccisi e quei resti di sole ossa appartengono al 52enne Giuseppe Iannicelli, Touss Ibtissam marocchina che l’uomo frequentava e il suo nipotino Nicola, affidato a Iannicelli poichè il padre e la madre del piccolo sono attualmente in carcere per reati legati alla droga.

A dare l’allarme della scomparsa delle vittime è stato uno dei figli del 52enne preoccupato per il loro mancato rientro a casa.

Per gli investigatori, dato che uno dei cadaveri è stato trovato dentro il cofano della Fiat Punto, l’omicidio si è svolto in un luogo diverso da quello del ritrovamento avvenuto a Cassano allo Ionio. I tre sarebbero stato prima uccisi e poi bruciati.

Cassano allo ionioIl sindaco di Cassano allo Ionio ha dichiarato riguardo questo folle delitto: “Questo tragico accadimento mi lascia sinceramente sgomento. Sono sbigottito ed addolorato, soprattutto per la ferocia con cui è stato consumato un simile crimine. Inorridisco, soprattutto, poiché tra le vittime c’è un bambino di appena tre anni. E’ un fatto che mi rattrista e che sconvolge la mia coscienza di uomo ed i sentimenti dell’intera comunità di Cassano allo Ionio, che si ribella e chiede giustizia.”

Il vescovo di Cassano allo Ionio che ha assistito al recupero dei corpi ha dichiarato invece il suo sdegno: “Come si può dar fuoco a una macchina sapendo che li’ dentro vi sono delle persone e, tra queste, un bambino? Come si può non sentire il pianto di un bambino? Come si può? Non parlate di comportamento ‘bestiale’. Facendolo, offendiamo le bestie! Voglio sapere che risposta, come Chiesa, sentiamo l’urgenza di dare perché, anche da parte nostra, ci siano parole e comportamenti chiari sulla legalità e sul rispetto della vita; e quali scelte ci sentiamo di fare. Il Signore ci interpella anche attraverso i resti carbonizzati delle tre vittime che ho visto estrarre dalla macchina data alle fiamme. E’ anche quella Parola di Dio. Come rispondiamo?”.

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