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Misteri ItalianiC’è la mafia dietro la morte di Attilio Manca?
Attilio Manca

C’è la mafia dietro la morte di Attilio Manca?

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Dieci anni fa Attilio Manca venne trovato cadavere in casa per un’overdose. Ma ora le dichiarazioni del pentito Setola aprono uno scenario legato a Bernardo Provenzano

Attilio MancaLe dichiarazioni di un pentito potrebbero finalmente aprire uno squarcio sulla misteriosa fine di Attilio Manca, urologo di origini messinesi giovane e brillante trovato morto dieci anni fa nella sua casa di Viterbo senza che ad oggi si siano scoperte le vere cause.

Il pentito in questione non è uno qualunque, ma Giuseppe Setola, uno che ha molti segreti da custodire e rivelare sia sulla camorra che sulla mafia. E secondo indiscrezioni stampa di recente come ha confermato il fratello di Attilio, Gianluca, avrebbe fatto rivelazioni importanti per riaprire il caso: “Sappiamo solo che durante l’interrogatorio con i pm di Palermo Tartaglia e Di Matteo avrebbe parlato di un urologo messinese che si è occupato di Bernardo Provenzano. Se questa notizia è vera, chiederemo l’acquisizione di quel verbale di interrogatorio al processo a Viterbo. Il collegamento con Attilio viene spontaneo”.

Più cauti i legali della famiglia, per i quali parla Antonio Ingroia: “Se la notizia rispondesse al vero, sarebbe un’opportunità importante per riaprire le indagini. In tal caso, vedremmo buoni margini per una riapertura del caso. Riapertura che, sicuramente, solleciteremo. Io e il mio collega Fabio Repici prenderemo contatti quanto prima con la procura di Palermo e di Roma”.

Ma il caso, da dieci anni a questa parte, è decisamente controverso. Attilio Manca venne trovato cadavere il 12 febbraio 2004 nella sua causa viterbese e l’autopsia accertò come causa un mix letale di eroina e tranquillanti, tanto che la Procura di Viterbo archiviò il caso come abuso di stupefacenti, anche se sotto processo è finita solo la presunta pusher mentre altri nove presunti colpevoli sono stati archiviati.
La famiglia però scoprì che l’urologo quattro mesi prima di morire venne chiamato in Costa Azzurro per un intervento, guarda caso proprio quando a Marsiglia venne operato in grande segreto il boss Provenzano. Qualche mese il particolare di questo viaggio è emerso chiaramente, anche perché risulta che il 25 e 26 ottobre il medico non fosse all’Ospedale Belcolle come invece doveva essere e il 30 sarebbe uscito prima. Inoltre la madre ricorda una telefonata da Marsiglia proprio in quei giorni. E poi ci sono tutte le ecchimosi sul corpo, la cui causa è stata giustificata sin troppo in fretta con la caduta dopo l’overdose. Ora però le dichiarazioni di Setola potrebbero dare una svolta diversa al caso.

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