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FemminicidioChiara Brandonisio uccisa da un uomo che non aveva mai visto
Chiara Brandonisio

Chiara Brandonisio uccisa da un uomo che non aveva mai visto

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Chiara Brandonisio è morta nel 2010 dopo essere stata aggredita da uno sconosciuto. In realtà conosceva benissimo quell’uomo, era “Daniele” il suo amante virtuale che non aveva mai visto.

domenico ianiaL’8 luglio del 2010 Chiara Brandonisio stava andando a lavoro in bicicletta come tutti i giorni. La 34enne viveva a Carbonara nel barese e da dodici anni lavorava in un’azienda di mandorle di Ceglie del Campo. Ad un certo punto un uomo la aggredisce alle spalle con una spranga di un metro, lasciata in mezzo alla strada. Dopo due giorni muore. Intanto si inizia ad indagare e si scopre che Chiara Brandonisio era una ragazza tranquilla che non aveva contrasti con nessuno, ben presto presto gli investigatori ritrovano nelle campagne una Panda Blu.

Mettere insieme i pezzi del puzzle non è semplice perché quell’auto non appartiene ad una persona del posto, ma è stata immatricolata nella provincia di Piacenza. Sul telefonino e nel computer di Chiara Brandonisio arrivano tutte le risposte. Da qualche mese la ragazza aveva intrapreso una relazione virtuale con un uomo che diceva di chiamarsi Daniele. Ad un certo punto però, aveva deciso di chiudere perché frequentava un’altra persona. L’uomo non era riuscito ad accettare la fine della relazione e aveva supplicato più volte di non lasciarlo, arrivando a minacciare il suicidio in webcam.

Chi è in realtà Daniele? Il suo vero nome è Domenico Iania e ha 52 anni, di origini calabresi vive a Morfasso, in provincia di Piacenza. I due non si erano mai visti prima, e Domenico piuttosto che conquistare Chiara invitandola a cena, le ha teso un agguato mortale. Gli investigatori si mettono subito sulle tracce di Iania, ma l’uomo è irreperibile. Dopo 5 giorni di appostamenti sotto la sua abitazione e di segnalazioni, ecco che finalmente, di notte, rientra a casa. Viene fermato e arrestato. Più tardi si scoprirà che la spranga utilizzata per uccidere Chiara Brandonisio era un paletto divelto dal suo giardino, e che aveva programmato tutto, persino di portare con sé le provviste alimentari per il ritorno. Da Bari a Piacenza ha fatto un lungo viaggio in treno e in autostop. Nel 1993 Iania aveva già tentato di uccidere l’ex moglie.

Ha seguito Chiara Brandonisio per un giorno intero e ha studiato tutti i suoi movimenti prima di agire. Nonostante la perizia psichiatrica e il rito abbreviato abbiano consentito una riduzione della pena, a giugno del 2011 è stato condannato a 30 anni, l’anno successivo la condanna viene confermata e ad ottobre del 2013 diviene definitiva.

Fonte: GQ Underground – Edoardo Montolli

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