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NewsCina, record di condanne a morte nel 2013

Cina, record di condanne a morte nel 2013

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Secondo stime ufficiose sono state ben 2.400, mentre in Iran ne sono state eseguite 369. M cresce anche il numero dei Paesi abolizionisti

condanne a morteLe cifre delle esecuzioni capitali nel mondo sono impressionanti, anche se in alcuni casi si tratta di stime e non di numeri ufficiali. Come per la Cina che dal 2009 non comunica dati nemmeno ad Amnesty International, anche se secondo un rapporto della Dui Hua Foundation, una Ong che opera nel campo dei diritti umani sarebbero state almeno 2.400 nell’ultimo anno a fronte delle oltre 12 mila del 2002.

Decisamente staccati ma molto attivi anche Paesi arabi come Iran, Iraq e Arabia Saudita che hanno messo assieme più di 600 esecuzioni lo scorso anno (369 solo in Iran). Ma ci sono anche nazioni nelle quali le condanne a morte vengono eseguite senza comunicazione ufficiale, anche nel civilissimo Giappone. Inoltre sono state almeno 34 in Somalia, 21 in Sudan, 13 nello Yemen dove almeno un migliaio di persone attende la condanna nel braccio della morte

In questa triste classifica compaiono anche Sud Sudan (almeno 5 persone uccise, circa 200 in attesa), Taiwan con 6 esecuzioni e 62 condanne in via definitiva, Bangladesh (2 condanne, con 1.100 persone nel braccio della morte), Indonesia (5, condanne 149 in attesa), Kuwait (5 condanne , 46 in attesa) e ancora Botswana, Afghanistan, Malesia e Nigeria.

Secondo Amnesty International sono ancora 58 i Paesi che prevedono la pena capitale e praticamente in tutti c’è stata almeno un’esecuzione o una condanna a morte. Ma stanno al contempo anche salendo i Paesi che lottano per l’abolizione della pena: nel 2003 gli abolizionisti totali erano 80, oggi sono 98, mentre gli abolizionisti nella pratica sono 140.

(Fonte Wired)

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