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Delitti ItalianiNewsClochard bruciato vivo, il ricordo delle figlie: “Papà non meritava questo”

Clochard bruciato vivo, il ricordo delle figlie: “Papà non meritava questo”

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Nella notte tra venerdì e sabato il clochard Marcello Cimino è stato dato alle fiamme. La tragedia è avvenuta a Palermo, in via Cipressi, per motivi passionali

Si sono tenuti oggi i funerali di Marcello Cimino, il clochard ucciso da Giuseppe Pecoraro, l’uomo il quale pensava che quest’ultimo gli insidiasse la moglie. Qualche giorno prima dell’omicidio, tra i due ci sarebbe stata una lite, sfociata il weekend scorso in un terribile delitto.

Pecoraro, immortalato dalle telecamere di sorveglianza, avrebbe sparso sulla vittima della benzina per poi appiccare il fuoco con un accendino. Giuseppe Pecoraro è stato bruciato vivo, mentre dormiva per strada, avvolto da qualche coperta, ignaro di ciò che gli sarebbe accaduto. L’assassino, una volta identificato, in un primo momento avrebbe negato tutto, per poi crollare e confessare.

A parlare di Marcello Cimino sono state le figlie, sconvolte per l’accaduto: “Mio padre era una persona buona. Lo avevamo sentito con mia sorella ancora la scorsa settimana. E anche questa volta, gli avevamo chiesto di tornare a casa. Ma lui stava bene qui. Papà non meritava questo, chi l’ha ucciso deve fare la stessa fine”.

Cimino fino a tre anni fa conduceva una vita normale, aveva una casa, una famiglia unita, ma dopo la separazione con la moglie è finito a vivere per strada e a sopravvivere vendendo ferro vecchio e cianfrusaglie recuperate in ogni dove.

“Ciao vita mia del mio cuore – è stato l’ultimo messaggio delle figlie – Permettici l’ultima volta di salutarti. Non pensavamo che ci lasciassi così presto, non pensavamo che finisse così. Mi manchi da morire vita mia anche se ne abbiamo passate tante rimarrai il mio amico, vero amore, il mio uomo, il mio Re. Ti porteremo per sempre nel nostro cuore. Proteggici da lassù, ma soprattutto dacci la forza per andare avanti papà. Ti amiamo più di ogni altra cosa al mondo”.

Da: Rainews.it

1 commento

  • Domenico Musco:

    Credo che bisognerebbe rivedere le procedure dei Tribunali in materia di diritto di famiglia perché sono troppo “pro-mamma” e non serve inasprire le pene nei confronti di uomini che uccidono le mogli, compagne o fidanzate. Servono anche presidi educativi già dalla tenera età sia per uomini che per donne tendenti a rimuovere retaggi culturali direi atavici.

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