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Cold CaseCold case Maria Luisa De Cia: chi le ha tappato la bocca per sempre?

Cold case Maria Luisa De Cia: chi le ha tappato la bocca per sempre?

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Il corpo di Maria Luisa De Cia venne trovato in un bosco. Era seminuda e qualcuno le aveva chiuso la bocca con del nastro adesivo. Era il mese di agosto del 1990, ma il suo assassino non è mai stato trovato.

maria luisa de ciaChi ha ucciso Maria Luisa De Cia? Ormai sono passati 26 anni da quel 17 agosto del 1990. In serata si diffuse velocemente la notizia del ritrovamento del cadavere di una giovane donna. Un gruppetto di escursionisti esplorava i boschi di San Martino di Castrozza (Trentino), ma la loro passeggiata venne bruscamente interrotta. Ben presto si scoprì che la vittima era Maria Luisa De Cia, una ragazza di 29 anni che voleva raggiungere il rifugio Velo della Madonna, così come aveva scritto in un biglietto che aveva lasciato ai genitori. Maria Luisa però non è mai giunta a destinazione, la 29enne è stata trovata seminuda, l’assassino le aveva tappato la bocca con il nastro adesivo, poi l’aveva uccisa fracassandole il cranio e infine aveva avvolto il corpo in un sacco per l’immondizia.

Maria Luisa De Cia studiava Scienze Politiche a Padova, ma abitava a Cornuda, dove lavorava. Aveva deciso di trascorrere a Sovramonte le vacanze estive, ma il suo soggiorno è stato interrotto. Dall’autopsia emerge che non è stata violentata, nel referto però si legge che è stata uccisa da un colpo di pistola sparato alla tempia sinistra. Gli investigatori passano al setaccio la vita privata di Maria Luisa De Cia, interrogano tutti i turisti presenti in zona. Il gestore di un bar dice che ricorda di aver visto una donna che le somigliava in compagnia di un uomo. Le indagini proseguono senza sosta e ad agosto del 1991 arriva una svolta.

Il sostituto procuratore titolare dell’inchiesta decide di andare a Monaco di Baviera per interrogare gli amici tedeschi di Maria Luisa De Cia senza ottenere molti risultati. Nel 1993 il caso viene archiviato anche se la storia della 29enne si intreccia con quella di Wanda Fior, sua amica, vittima di un cold case. Tra i delitti non ci sono collegamenti. Solo nel 2010 si riaprono le indagini per analizzare i vecchi reperti con nuovi strumenti tecnologici e le attenzioni si concentrano su un contadino bellunese che conosceva Maria Luisa De Cia e che abitava poco distante dal luogo in cui venne trovata. Purtroppo i vestiti e il nastro erano stati distrutti e le prove raccolte non erano sufficienti. Nel 2011 il caso è stato archiviato.

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