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Cold CaseCold case Nada Cella: chi ha ucciso la giovane segretaria di Chiavari?

Cold case Nada Cella: chi ha ucciso la giovane segretaria di Chiavari?

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Nada Cella aveva 24 anni e lavorava presso lo studio di un commercialista. A trovarla in una pozza di sangue, il 6 maggio del 1996 fu proprio il titolare. Dopo 20 anni non si conosce ancora il nome del suo assassino.

nada_cellaIl 6 maggio del 1996 il commercialista Marco Sorraco arrivò tardi in ufficio, appena entrato si accorse che Nada Cella, la sua segretaria non c’era e rispose a due telefonate. La prima fu molto strana perché dall’alta parte dell’apparecchio non ci fu nessun cenno di voce e dopo qualche minuto l’anonimo riattaccò. Sorraco a questo punto decise di andare nella stanza che Nada occupava ormai da 5 anni e la trovò riversa per terra in una pozza di sangue. La ragazza era ancora viva. Il commercialista chiese subito aiuto alla madre e alla zia che abitavano nello stesso palazzo di Via Marsala a Chiavari. I soccorritori in un primo momento pensarono che Nada Cella avesse avuto un malore, nessuno sospettava che fosse stata accoltellata.

Purtroppo sulla scena del crimine era intervenuta la signora Marisa Bocchioni Sorraco, e questo rese molto difficile il lavoro di indagine. La polizia era già arrivata e nessuno impedì alla donna di pulire la stanza dove era avvenuta l’aggressione. Tutte le impronte dell’assassino vennero cancellate per sempre. Ma non finisce qui perché una volta giunta in ospedale a Nada Cella furono rasati i capelli e tagliati gli indumenti che indossava per liberarla, ma ecco la scoperta. La 24enne non aveva avuto un malore, era stata accoltellata. I tagli sul corpo erano 15, di cui 5 alla testa e uno vicino al pube. Il delitto di Nada presentava alcune similitudini con quello di Via Poma avvenuto 6 anni prima ma la ragazza non aveva ombre nel suo passato.

Il weekend prima dell’omicidio Nada Cella era stata in ufficio per prendere un dischetto con dei dati, lo riferì la madre del commercialista agli inquirenti. La ragazza lo mise nella sua borsa, ma quel floppy disk si è volatilizzato nel nulla. Il lunedì dell’omicidio alle ore 7,50 qualcuno aveva acceso il computer dell’ufficio quando Nada non era ancora arrivata. Una testimone la vide arrivare a bordo della sua bicicletta rossa alle ore 8,35. Luciana Signorini soffriva di un disturbo che la portava a chiedere sempre l’orario ed era molto precisa. Gli inquirenti indagarono anche sulla sua famiglia, in casa venne trovato un asciugamano sporco di sangue, il padre disse che era suo e che si era tagliato mentre si faceva la barba, mentre la moglie e l’altra figlia raccontarono che era del cane. Ma da quell’asciugamano non arrivarono risposte.

Venne indagato anche Marco Sorraco, il commercialista. L’uomo arrivò in ufficio alle 9,10 e alle 9,13 chiamò i soccorsi. Il computer di Nada Cella era stato acceso poco prima delle nove, dunque l’assassino ha avuto 10 minuti (scarsi) per agire. Iscritto nel registro degli indagati Sorraco ha sempre dimostrato di essere estraneo ai fatti, così come due albanesi e un muratore, finiti al centro delle indagini. Chi ha ucciso Nada Cella abitava nel palazzo, oppure si trovava lì per lavoro perché quel lunedì mattina non è stato visto uscire nessuno.

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