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Cold CaseCold case, Pavia: il duplice omicidio di Ismaele Carrera e della sua giovane moglie Eva Martinotti

Cold case, Pavia: il duplice omicidio di Ismaele Carrera e della sua giovane moglie Eva Martinotti

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Ismaele Carrera aveva 67 anni, era un professore vedovo e benestante. Decide di assumere una governante, ma ben presto si innamora della giovane Eva che aveva solo 29 anni. Nessuno approvava quel matrimonio. Ad agosto del 1960 i coniugi vennero trovati assassinati nella villa in cui vivevano.

delitto isamaele carreraMornico Losana è un grazioso paesino in provincia di Pavia. Qui vive il professore Isamaele Carrera, un professore vedovo e benestante che si invaghisce della giovane governante Eva Martinotti, che decide di sposare contro il volere di tutti. Dal primo agosto però nessuno ha più notizie di Carrera e un suo amico, pensando che sia ammalato, decide di andare a fargli visita. Nessuno però gli apre la porta e un silenzio surreale avvolge la villa. Sul davanzale scorge delle macchie di sangue e l’uomo corre ad avvisare la guardia campestre che immediatamente avvisa il pretore. In poco tempo arrivano i carabinieri che sono costretti a sfondare la porta di ingresso.

Il professore Ismaele Carrera giace sul pianerottolo della scala con il cranio fracassato, intorno vi sono delle macchie di sangue che portano al bagno dove c’è il cadavere di Eva nella vasca da bagno, anche lei con il cranio fracassato. Le tracce di sangue portano ad una finestra: l’assassino potrebbe averla usata per fuggire via. Al piano di sotto ci sono i mobili spostati, è evidente che c’è stata una violenta colluttazione prima del duplice omicidio. Manca la calibro 9 che Ismaele Carrara teneva nella sua camera da letto.

Vi sono pochi dubbi sulla morte violenta, così come si legge nel referto del medico legale. Stupisce il fatto che l’assassino sia riuscito ad eliminare tutte le sue tracce. Maniglie e porte sono pulite. Vicino alla finestra però c’è l’impronta insanguinata lasciata da un paio di mocassini. Le indagini però non portano da nessuna parte perché appartenevano al professore. Il killer è stato molto astuto. Il movente del delitto potrebbe essere una rapina finita male, Ismaele Carrera era un uomo ricco, proprietario di immobili e persino di una casa editrice. In paese però circola la voce che sia un delitto passionale, Eva Martinotti infatti è una ragazza giovane e con molti spasimanti. Uno di loro potrebbe essere l’autore del massacro. Eppure c’è un’altra pista, quella familiare.

Ismaele Carrera aveva litigato con la figlia e il marito perché non approvavano il suo matrimonio con Eva. I rapporti erano così tesi che il professore aveva persino modificato il testamento, nominando erede un figlio di cui nessuno sapeva niente. I sospetti si concentrano su Douglas Sapio Verdirame, il genero, la cui auto era stata vista nei pressi della villa. Inoltre viene acquisita agli atti una lettera di Matelda con cui invita il marito a “passare all’azione” perché il padre era un “porco”. L’azione però è “legale”, in quanto la giovane voleva tutelare i suoi interessi.

La notte del duplice omicidio, Verdirame era a Varese. Era tornato da Arma di Taggia dove aveva lasciato la moglie e la figlia. In teoria questo viaggio ha una durata di 5 ore al massimo ma lui ha impiegato 8 ore per tornare a casa. Il dentista ha detto che si è fermato per mangiare e per fare varie commissioni, appuntando persino l’orario. Poi ha dormito. Per l’accusa però è passato a casa del suocero per ucciderlo, ad incastrarlo anche l’addetto del lavaggio dove ha portato la sua auto, dove sono state rivenute macchie di sangue. Le prove non sono sufficienti, il genero di Ismaele Carrera viene arrestato, rilasciato e arrestato di nuovo. Il giudice lo rinvia a giudizio e il processo diventa un caso mediatico perché il dentista aveva un passato discutibile. Nel novembre del 1962 venne assolto per insufficienza di prove. Il duplice delitto di Ismaele Carrera e di Eva Martinotti, ancora oggi è un cold case.

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