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Cold case Serena Mollicone: spuntano le dichiarazioni di una testimone

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La verità sul cold case di Serena Mollicone potrebbe essere vicina grazie alla testimonianza di una domestica mai tenuta in considerazione che ha ripulito con l’acido muriatico un appartamento della caserma di Arce. A svelare questa nuova indiscrezione è stato Giallo, nel num. 10, in edicola questa settimana.

Serena MolliconeRosa Mirarchi, addetta alle pulizie della Caserma di Arce ha reso delle dichiarazioni molto importanti, mai prese in considerazione, eppure confermano i sospetti degli inquirenti, ovvero che il delitto di Serena Mollicone si è consumato proprio tra le mura di uno degli appartamenti in uso alle forze dell’ordine. La signora, come riportato da Giallo num. 10, ha riferito di aver ricevuto l’ordine di occuparsi della pulizia di uno degli appartamenti vuoti che presto sarebbe stato occupato da un nuovo inquilino e di usare l’acido muriatico poiché vi erano delle macchie di umidità.

Serena Mollicone è scomparsa il primo giugno del 2001, il suo cadavere venne trovato due giorni dopo, tra le sterpaglie. La famiglia della 18enne, il cui caso sta per essere archiviato, ha presentato una richiesta di opposizione in cui è stato inserito anche questo documento che potrebbe essere fondamentale per spingere gli inquirenti ad indagare ancora. Dicevamo che Serena Mollicone, potrebbe essere stata uccisa proprio nella caserma di Arce, per il suo omicidio sono state indagate tre persone: Franco Mottola che all’epoca dei fatti era comandante della stazione dei carabinieri, la moglie Anna Maria Mottola e il figlio Marco. La signora Mirarchi ha detto di aver ricevuto quell’ordine dalla signora Mottola.

Il procuratore della Repubblica, Luciano D’Emmanuele, che ha continuato a lavorare duramente per assicurare alla giustizia gli assassini di Serena Mollicone, a Giallo ha dichiarato: «Stiamo rivisitando tutto il materiale investigativo raccolto in questi anni. Stiamo effettuando quindi una rilettura del caso ad oggi non ancora risolto. Abbiamo avviato una serie di attività e confidiamo nei risultati scientifici che ci saranno consegnati dal Ris. Siamo tornati nella caserma di Arce e abbiamo cercato nuove tracce genetiche. I consulenti che abbiamo nominato non escludono che dopo tutti questi anni possano essere rinvenute delle tracce biologiche, laddove ovviamente siano state lasciate. Riteniamo che le dichiarazioni della donne delle pulizie siano molto interessanti».

Inoltre gli inquirenti stanno stanno rivalutando anche le dichiarazioni di Santino Tuzi, un brigadiere in servizio presso la caserma di Arce che nel 2008 ha riferito di aver visto Serena Mollicone entrare nell’edificio. Tre giorni dopo però si tolse la vita. C’entra qualcosa il fatto che era previsto un confronto con il maresciallo indagato?

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