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Cold Case, la svolta: Paolo Letizia sparì per ordine dei Casalesi

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paolo letiziaI presunti responsabili per la scomparsa e per il delitto di Paolo Letizia sono stati individuati grazie a delle nuove indagini

Paolo Letizia è stato sequestrato il 19 settembre 1989 a Villa di Briano, a Caserta. Da quel momento ci sono voluti ben 25 anni per capire cosa accadde al ragazzo, che dopo il rapimento venne torturato e schiacciato con un trattore, poichè il suo caso venne archiviato otto mesi dopo la scomparsa. Fortunatamente però, la Direzione distrettuale antimafia partenopea ha deciso di riaprire il caso a marzo scorso.

Paolo Letizia apparteneva ad una famiglia benestante, entrò in un giro di amicizie sbagliate, venne arrestato per qualche mese, collaborò con gli inquirenti e poco dopo fu rapito mentre era in compagnia di un amico.

Il mistero del delitto del ragazzo sembra essere stato finalmente risolto grazie alle numerose dichiarazioni di collaboratori di giustizia che all’epoca erano affiliati al clan dei casalesi o legati al mondo della camorra, e di alcuni suoi conoscenti: “Seppi che Paolo era stato torturato nel tentativo di fargli confessare il suo legame con i bardelliniani e che dopo averlo ammazzato Cicciariello gli passò sopra con il trattore”.

Letizia dunque, oltre che essere mal sopportato da Bidognetti, era sospettato di essersi legato al nipote del boss Antonio Bardellino, reputato come un grande rivale dei casalesi e fu per questi due motivi che il ragazzo venne sequestrato, torturato e sepolto nel fiume Volturno. Una sorta di pulizia etnica che il clan dei Casalesi voleva fare intorno ai fedelissimi del boss.

I suoi familiari non hanno mai smesso di cercare la verità sulla sorte del ragazzo, tanto che è stato scritto anche un libro dal fratello di Paolo intitolato “Nato a Casal di Principe. Una storia in sospeso”.

E dopo un quarto di secolo, per i presunti responsabili dell’omicidio lasciato fin troppo tempo in sospeso, che sono Francesco Bidognetti, Francesco Schiavone, Walter Schiavone, Giuseppe Russo e Salvatore Cantiello, sono state emesse cinque ordinanze di custodia cautelare.

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