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Concluse le indagini per l’omicidio della famiglia Azzena

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AzzenaLe indagini per il triplice omicidio della famiglia Azzena si sono formalmente concluse. Secondo l’accusa, Angelo Frigeri ammazzò il bimbo per ultimo

Angelo Frigeri, antennista di 33 anni, è finito nel carcere di Bancali con l’accusa di essere stato l’autore dell’omicidio di tre componenti della famiglia Azzena avvenuto il 17 maggio del 2013. Per comunicare al detenuto che le indagini del caso sono state chiuse è stato spedito un avviso dal sostituto procuratore della Repubblica Angelo Beccu.

Angelo Frigeri dopo aver brutalmente tolto la vita a Giulia Zanzani, al marito Giovanni Maria Azzena e Pietro, il figlio della coppia di soli 12 anni, andò come se nulla fosse a cena con la sua fidanzata e pagò il conto della pizzeria con la carta di credito che aveva rubato alla famiglia Azzena dopo l’omicidio.

Tante sono state le prove che hanno incastrato il 33enne, tra cui i calzoni intrisi di sangue trovati nel ripostiglio della casa della strage, in via Villamarina a Tempio. L’unico indagato e colpevole a distanza di quasi due anni resta dunque Angelo Frigeri.

L’assassino aveva più volte modificato la sua prima confessione arrivando addirittura ad accusare un operaio di Tempio che avrebbe, secondo il racconto di Frigeri, ucciso gli Azzena per motivi economici. A causa di quelle dichiarazioni false, l’antennista dovrà anche rispondere di calunnia aggravata, mentre l’aggravante della crudeltà gli era stata già contestata nei mesi precedenti.

La mattina dell’omicidio Angelo Frigeri ebbe una violentissima discussione con Giulia Zanzani mentre aggiustava un filo della televisione. L’uomo spinse la donna che sbattè la tempia contro un tavolino perdendo i sensi e le immobilizzò le gambe con il cavo della Tv. Poi toccò a Giovanni Azzena che venne colpito con una martellata alla fronte e che subì lo stesso trattamento della moglie. Infine Pietro, venne brutalmente ucciso e sistemato sul corpo senza vita dei genitori.

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