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Coppia uccisa a Pordenone: ecco le tracce del killer

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coppiaContinuano le indagini sul duplice omicidio della coppia di Pordenone trovata senza vita nella loro auto in cui sono stati rinvenuti dei capelli appartenenti al killer e delle tracce biologice diverse dal sangue delle vittime

Quei capelli ritrovati nell’auto della coppia dai carabinieri del Ris non appartengono alle vittime. E’ proprio per questo che per gli inquirenti quelle tracce sono fondamentali perchè potrebbero condurre alla vera identità del killer. Quest’ultimo inoltre, per sparare alla coppia ad una distanza così ravvicinata, si era probabilmente introdotto nell’abitacolo. Viene così motivata la presenza di cinque bossoli all’interno della macchina e di uno solo all’esterno.

Nelle ultime ore è stato scoperto anche un sms ricevuto da Teresa che sembra cercasse una stabilità economica utile alla coppia: “Stai affogando nelle tasse? Why? Se vuoi ho un paio di soluzioni”.

Un messaggio che fa pensare gli investigatori. Di che aiuto si tratta? In che mondo si erano cacciati Teresa e Trifone? E’ per fare maggiore chiarezza che sono stati setacciati dagli investigatori anche i social dove sono stati trovati due profili falsi appartenenti ai fidanzati che forse utilizzavano per comunicare con persone che non erano loro amici.

Tante sono le voci sulla doppia identità della coppia che fanno parlare il sindaco di Adelfia, paesino in cui verrà sepolto Trifone, che ha lanciato un appello: “Certamente è stata una notizia che ha colpito l’intera comunità ma il troppo stroppia e ascoltare chiunque fantasticare su moventi, ragioni e quant’altro della vita privata di due ragazzi, nausea e sgomenta ulteriormente. Vite doppiamente violentate dalla stupida sete di ‘notizie’ pur che siano, per il gusto di alimentare il qualunquismo spesso oggi dilagante; ciascuno con il binocolo nel recinto dell’altro, pronti a commentare, pettegolare e, spesso, infangare. Nessuno sa come sono andati i fatti e lasciamo a chi di competenza accertarli, auspicando solo che il balordo che ha sparato, qualunque sia la ragione, venga assicurato alla giustizia”.

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