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NewsCosa è successo nella seconda udienza del processo contro Massimo Bossetti

Cosa è successo nella seconda udienza del processo contro Massimo Bossetti

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Questa mattina si è tenuta la seconda udienza del processo contro Massimo Bossetti, che si trova in carcere con l’accusa di aver uccido Yara Gambirasio. Il bilancio momentaneo è a suo sfavore in quanto le cinque eccezioni presentate dalla difese sono state respinte. Il giudice della Corte D’Assise deve ancora esprimersi sui testimoni ammessi e ha vietato le telecamere durante il dibattimento. Potranno riprendere solo la lettura della sentenza.

BossettiLa prima udienza del processo contro Massimo Bossetti si è tenuta il 3 luglio e l’uomo si era mostrato molto fiducioso. La seconda udienza che si è tenuta stamane, pur essendo ancora tecnica, ha fatto intendere che la strada non sarà sicuramente in discesa per il muratore di Mapello. Intorno alle 8.30 del mattino i primi curiosi hanno atteso l’apertura delle porte del tribunale per seguire dal vivo il processo. L’aula ha circa 80 posti e per garantire il rispetto delle istituzioni e del luogo, chi si è presentato con un abbigliamento poco consono è stato allontanato. Quasi due ore dopo è arrivato anche Massimo Bossetti che si è girato spesso verso il pubblico.

Alle 11.21 è arrivata la prima decisione del giudice Bertoja: le telecamere non sono ammesse in aula per tutelare i minori che testimonieranno. Potranno riprendere solo la lettura della sentenza perché il rischio è che l’interesse mediatico possa ostacolare lo svolgimento del dibattimento in maniera serena. Riguardo questo punto, la difesa di Massimo Bossetti, riteneva che le telecamere avrebbero garantito la “massima trasparenza” ma dopo la prima udienza avevano fatto un dietro front per rispettare la volontà della famiglia Gambirasio. Solo dieci minuti dopo è arrivata l’altra doccia fredda per la difesa perché sono state rigettate le cinque eccezioni preliminari:

  • Nullità del decreto che dispone il giudizio;

  • Nullità del prelievo salivare a Bossetti;

  • Nullità degli atti eseguiti oltre il primo anno di indagini;

  • Nullità della relazione dei Ris di Parma sul dna e della consulenza autoptica;

  • Esclusione di alcuni atti dal fascicolo del dibattimento.

La difesa di Massimo Bossetti ha chiesto anche l’ammissione di alcuni testimoni oculari che hanno visto Yara Gambirasio in compagnia di altre persone la sera in cui è avvenuto l’omicidio, dello psicologo che ha seguito l’imputato in carcere e degli esperti con i cani guida che hanno seguito alcune tracce su un cantiere. Inoltre è stato chiesto di escludere i testimoni che potrebbero riferire circa la presunta crisi tra il muratore di Mapello e sua moglie Marita Comi che aveva anche una relazione extraconiugale e di acquisire il fasciolo della morte di una giovane indiana archiviato come suicidio avvenuto a dicembre 2010.

Massimo Bossetti non conosceva Yara Gambirasio e non si potevano conoscere perché era una bambina, per questo motivo la difesa ha chiesto di ritoccare ulteriormente la lista non chiamando a testimoniare chi dice di averli visti insieme.

Fonte: L’Eco di Bergamo

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