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Cosimo Motolese, noto pregiudicato, morto a Taranto

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Cosimo Motolese era tornato in libertà da qualche settimana dopo un periodo di detenzione ed è stato ucciso a Taranto dal figlio.

Il giovanissimo Eneo Motolese, 19 anni, nel corso della mattinata ha finalmente decido di confessare di essere lui colui che ha ucciso il padre Cosimo, freddato ieri sera a colpi di pistola davanti alla sua abitazione.

Nessun delitto di droga, nessun coinvolgimento della criminalità organizzata: il delitto è nato per problema familiari, un gesto compiuto dal figlio che non sopportava più i comportamenti violenti del padre, nei suoi confronti e in quelli della madre.taranto

Il giovane, poi condotto in caserma per essere interrogato, ha confessato ai militari di essere intervenuto in difesa della madre durante l’ennesima lite col il marito, da poco uscito di prigione, che chiedeva e pretendeva soldi per potersi comprare la droga.

L’arma del delitto, rivenuta dalla polizia, è una pistola semiautomatico con matricola cancellata, a poca distanza dal luogo dell’omicidio, insieme ai vestiti sporchi di sangue indossati dal killer.

Si è così verificato un agguato mortale ieri sera a Taranto, nel rione Tamburi, dove i killer non ancora identificati sono entrati in azione e hanno ucciso il pregiudicato Cosimo Motolese, 55 anni, dopo essere stato raggiunto da diversi colpi di pistola mentre stava entrando a casa.

A nulla è servito il pronto intervento dei soccorsi, l’uomo è deceduto in ospedale un’ora dopo il suo ricovero a causa delle lesioni riportate.

Dei due killer, come accade spesso in questi casi, al momento nessuna traccia.

L’uomo, secondo quanto si è appreso, era tornato in libertà dopo qualche settimana in cui era stato in prigione, in detenzione.

Nel febbraio di 3 anni fa era stato sorpreso in possesso di armi e munizioni.

E’ molto difficile capire il motivi che hanno spinto alla morte, se la sua esecuzione si possa riferire all’arresto o se Motolese, dopo la scarcerazione, avesse ripreso attività illegali.

Del caso si stanno occupando i carabinieri di Taranto, a lavoro per cercare di risalire all’ identità degli assassini e capire il movente del delitto.

 

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