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Cold CaseCosimo Nizza: la vittima in carrozzella, forse un regolamento di conti
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Cosimo Nizza: la vittima in carrozzella, forse un regolamento di conti

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Cosimo Nizza è stato ammazzato con 3 colpi di pistola il 27 aprile 2009. Quattro anni prima nello stesso giorno aveva fatto un terribile incidente in moto che lo aveva costretto su una sedia a rotelle.

fascicoli procuraCosimo Nizza da quattro anni viveva su una sedia a rotelle. Il 27 aprile 2004 era stato vittima di un incidente in moto e da quel momento la sua vita era completamente cambiata. Il beneventano era noto alle forze dell’ordine perché coinvolto a vario titolo in indagini e operazioni. Dal 2007 però il regime di sorveglianza speciale era cessato. L’omicidio di Cosimo Nizza resta ancora avvolto nel mistero, il movente non è mai stato chiarito. L’agguato sembra un regolamento di conti, ma anche questo è uno di quei cold case destinato all’archiviazione.

La mattina del 27 aprile 2009, Cosimo Nizza era in strada. La sua casa aveva il videocitofono e le persiane in ferro. Stava seguendo i lavori che alcuni operai effettuavano presso il palazzo. Ad un certo punto, due killer a bordo di uno scooter e con il volto coperto dal casco integrale lo hanno raggiunto alle spalle. Cosimo Nizza non ha nemmeno avuto il tempo per fuggire via o tentare di difendersi. Tre proiettili lo hanno raggiunto al capo, alla nuca e all’orecchio, senza lasciargli scampo. Un’esecuzione in pieno giorno come non ne se vedevano da tempo a Benevento proprio nel Rione Libertà, il quartiere più popoloso. Il corpo di Cosimo Nizza è rimasto lì in attesa di essere trasportato presso l’obitorio, coperto da un lenzuolo bianco.

La città di Benevento è sprofondata nel terrore perché quell’esecuzione è avvenuta con modalità di stampo camorristico. I riflettori però si sono spenti presto perché in quel periodo la cronaca nera era segnata da altri gravi episodi, così l’omicidio di Cosimo Nizza è passato in secondo piano. Chi ha visto però non riesce a dimenticare perché la camorra colpisce anche in provincia e i gruppi mafiosi riescono ad agire con più autonomia. Il procuratore capo di Benevento disse infatti: «E’ il segno di un attivismo che non credo sia solo della criminalità locale». Nonostante il summit al Palazzo di Giustizia e il lavoro certosino dei carabinieri i killer di Cosimo Nizza sono ancora a piede libero.

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