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Delitti ItalianiCourmayeur: il delitto di Angela Cavallero, la sartina illibata. Un mistero ad alta quota

Courmayeur: il delitto di Angela Cavallero, la sartina illibata. Un mistero ad alta quota

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Nel 1953, Angela Cavallero viene pugnalata. La giovane vittima ha solo 24 anni. Il movente di questo delitto è davvero la gelosia? Dalle prime indagini i sospetti si concentrano su Jolanda Bergamo, una cameriera partita da Courmayeur poche ore dopo l’omicidio. La folla di cronisti però si schiera con lei: «Ha un’anca lussata!».

Foto: Settimanale Oggi

Foto: Settimanale Oggi07

L’8 agosto del 2013 a Courmayeur si registrano una serie di eventi, ma a sconvolgere la tranquillità dei vacanzieri tra cui spiccano Togliatti e la compagna Nilde Jotti e il divo Errol Flynn, è il ritrovamento del cadavere di una ragazza sulle rive del Dora. Si tratta di Angela Cavallero, una sarta torinese di 24 anni. La vittima indossa solo una camicetta, accanto al visto vi sono le mutandine e poco distante ecco gli altri vestiti, perfettamente ripiegati, mancano solo gli effetti personali. L’esile corpo è lacerato dalle coltellate inferte con violenza.

Come tutti gli anni, Angela Cavallero ha raggiunto Entrèves con gli amici, per trascorrere le vacanze estive nell’ostello di Anna Bocca. La mattina dell’8 agosto, Angela esce per andare al fiume a prendere il sole e a scrivere. Intorno alle 12.30 gli ospiti dell’ostello si ritrovano a tavola per mangiare ma all’appello mancano la sarta torinese e Jolanda Bergamo che arriva poco dopo. La cugina di Angela decide di cercarla insieme a due amici, trovano solo la borsetta vuota e temono il peggio. I carabinieri trovano il cadavere dietro un cespuglio, sembra che la 24enne sia stata vittima di un violentatore, ma il medico legale si accerta della sua illibatezza. Le cause della morte sono 20 coltellate di cui nessuna letale, Angela è morta per emorragia interna e dissaguamento.

Sono molte le piste seguite, da un giovane biondo già accusato di violenza ad una ragazza bulgara, all’ex fidanzato deluso che sembra avere un alibi di ferro. I carabinieri arrestano sette ragazzi, compagni di vacanza della vittima, ma pochi giorni li rilasciano. I sospetti si concentrano su Jolanda Bergamo e il suo compagno, un studente romano da cui ha avuto un figlio. Chi conosce la cameriera la descrive come molto gelosa. Il 23 agosto viene interrogata e poi fermata, con l’accusa di aver ucciso Angela. Gli inquirenti per spingerla a confessare tentano di convincerla che anche il suo compagno è stato arrestato, ma lei può salvarlo andando insieme sulla scena del delitto. Arrivata lì, una folla di cronisti la assale, tra cui Giorgio Bocca. Tutti notano che ha un’anca lussata. Come avrebbe potuto uccidere Angela Cavallero e tornare nella pensione in così poco tempo? Tutto questo causa un forte imbarazzo al procuratore che non può fare altro che rimettere in libertà Jolanda.

Il caso dell’omicidio di Angela viene risolto grazie ad un orefice di Aosta. Sfogliando il giornale riconosce tra gli oggetti rubati, un orologio, lo stesso che Nadir Chiabodo, gli ha portato qualche settimana fa. Il 26enne è un imbianchino da poco tornato in Italia che si trova a Palermo per il servizio militare. Nella sua casa i carabinieri trovano il resto della refurtiva, ma lui si dichiara innocente. La moglie piange e non crede alla sua colpevolezza ma dopo 14 ore di interrogatorio arriva la confessione.

Il delitto è nato da un malinteso, Angela Cavallero pensava che l’uomo volesse violentarla, ma lui era interessato solo al suo braccialetto d’oro. L’arma del delitto è un pugnale da legionario che dimentica sulla scena del crimine, ma ha tutto il tempo per tornare e riprenderlo. Qualche mese dopo ritrattò la confessione, dicendo che era stato uno sconosciuto ad ordinargli di uccidere la ragazza. In una terza versione disse ancora che la giovane gli aveva fatto delle proposte d’amore, ma al suo rifiuto lo aveva aggredito. Infine l’ultimo racconto, i due erano amanti ma Angela lo tradiva e il 26enne aveva taciuto il suo matrimonio. Quando lui l’ha vista amoreggiare con un altro non ci ha visto più dalla gelosia e l’ha raggiunta, ma ha dimenticato di togliere la fede ed è nata una lite violenta. Nulla di questo è vero, l’assassino di Angela Cavallero era pazzo.

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