HOME | Redazione | Contattaci
Delitti.net
Delitti ItalianiMaurizio Iori: uccise l’amante e la figlia confermato l’ergastolo
Maurizio Iori

Maurizio Iori: uccise l’amante e la figlia confermato l’ergastolo

di

L’oculista lombardo tre anni fa aveva eliminato l’amante e la piccola avuta da lei fingendo un doppio suicidio per non avere problemi con la sua nuova famiglia

Maurizio IoriErgastolo, due anni di isolamento diurno, perché quel duplice delitto è stato frutto della voglia i cancellare tutto. Ecco perché a Maurizio Iori, il medico cremonese condannato per aver ucciso Claudio Ornesi e la loro piccola Livia è stata inflitta la massima pena.

Ora lo si evince anche dalle motivazioni della sentenza, depositate in tribunale. Iori ha voluto eliminare due presenze scomode come quella dell’amante e della figlia avuta da lei semplicemente per vivere una vita più tranquilla. Lui aveva una nu8ova moglie, altri figli e non voleva di certo dividersi tra quelle due famiglie dovendo giustificare quel rapporto. Per lui la famiglia era una sola, l’altra doveva scomparire.

Prima aveva chiesto a Claudia di abortire, una volta saputo che la donna era rimasta incinta. Poi aveva minacciato di lasciarla con i suoi problemi, ma ancora una volta non era successo nulla. E allora l’oculista ha visto come unica soluzione quella di un duplice omicidio facendolo passare per doppio suicidio. Così la sera del 20 luglio del 2011 si è presentato a casa di Claudia e Livia e durante la cena ha sedato mamma e piccola somministrando loro di nascosto le gocce di Xanax. Quindi le ha uccise mettendo la loro testa in sacchetti di plastica e facendo loro respirare il gas di una bombola, ripulendo poi tutto per non lasciare tracce.

Ma evidentemente ha commesso errori, come sistemare Claudia in mezzo al letto, per di più lontana dalla sua amatissima figlia e subito quel particolare è sembrato non tornare. E ancora le confezioni di Xanax senza talloncini per evitare il riconoscimento, ma anche nessuna impronta dell’uomo nonostante lui fosse rimasto lì tutta la sera. Infine la lettera che Claudia aveva scritto per la figlia (perché un giorno sapesse la verità) e consegnato anche all’amante. Tutti elementi decisivi per condannarlo, anche se lui adesso attende il verdetto della Cassazione.

Lascia un commento

Back to Top