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NewsCaso Cucchi: per Giovanardi nessuna relazione tra le percosse e la morte di Stefano

Caso Cucchi: per Giovanardi nessuna relazione tra le percosse e la morte di Stefano

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Carlo Giovanardi, senatore ultracattolico, è intervenuto alla trasmissione di Radio24 “La Zanzara” per far conoscere pubblicamente i suoi pareri riguardo la morte di Stefano Cucchi, per la quale nelle ultime ore sono stati accusati dalla Procura di Roma tre carabinieri

Secondo Giovanardi il giovane geometra Stefano Cucchi sarebbe morto a causa della droga e non per le percosse subite dai tre carabinieri, che sono stati accusati dalla Procura di Roma di omicidio preterintenzionale.

“Ricordo che Stefano Cucchi era stato picchiato 18 volte e ricoverato al pronto soccorso con ferite, lesioni e fratture provocate dagli spacciatori – ha dichiarato Giovanardi – la droga ha avuto una parte rilevante in questa vicenda, determinante nel decesso. Sono convinto che Cucchi fosse uno spacciatore ed essere uno spacciatore non è una cosa gloriosa, non lo considero un benemerito della Nazione. Quando fu arrestato era già in una condizione fisica precaria”.

“Nel momento dell’udienza stava bene, si muoveva – continua Giovanardi – sì, aveva qualche cosa che non andava, ma sicuramente il pestaggio era avvenuto dopo l’udienza”.

Per Giovanardi insomma, è impossibile che i colpevoli della morte di Stefano Cucchi siano gli agenti, accusati, sempre secondo Giovanardi, esclusivamente “sulla base della perizia della parte civile. Il pm, invece di aver recepito le perizie di queste decine di luminari, nella sua ipotesi di accusa ha preso solo quella della parte civile”.

Per Giovanardi inoltre, la famiglia di Stefano avrebbe lottato tutti questi anni soltanto per interessi economici e visibilità: “Ilaria Cucchi e il legale Anselmo sono stati liquidati con un milione di euro dai medici che erano innocenti. Si vantano di vincere i processi sui media e hanno una grande capacità mediatica. Ieri erano subito al Tg1 senza che nessun carabiniere sia intervenuto dall’altra parte. Sono perennemente in televisione a dire che hanno ragione loro. Sono bravissimi a fare i processi mediatici. Per fortuna nel processo parla anche la difesa”.

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