HOME | Redazione | Contattaci
Delitti.net
NewsDaniela Marchi: condannato il compagno che la strangolò

Daniela Marchi: condannato il compagno che la strangolò

di

Daniela MarchiDaniela Marchi, 53 anni, è stata uccisa lo scorso 8 marzo dal suo convivente, Joseph Martella, 57 anni, il quale è stato finalmente condannato a 18 anni di reclusione e a 5 anni di interdizione dai pubblici uffici

Ha ucciso Daniela Marchi nell’appartamento che condividevano in via Eduardo De Filippo a Vasto. E’ così che Joseph Martella, accusato di omicidio volontario, è stato condannato. Come si legge sul sito Zonalocale.it, durante l’udienza che si è svolta nei giorni scorsi, l’imputato ha ricostruito ogni singolo momento di quel maledetto 8 marzo, giorno in cui Daniela Marchi è stata brutalmente assassinata.

Daniela e Joseph convivevano insieme da qualche mese ma la loro storia d’amore è giunta a termine a causa di uno scatto d’ira imperdonabile.

L’omicidio, secondo quanto emerso nel corso delle indagini, è scaturito al culmine di una lite scoppiata forse a causa di problemi economici. Il 57enne pare infatti che fosse rimasto senza lavoro. In un attimo, Joseph Martella ha preso il cavo di una prolunga elettrica per poi stringerla attorno al collo di Daniela Marchi. A quel punto per la vittima, morta per strangolamento, non c’è stato più nulla da fare. Una volta arrivati i soccorsi, la donna, trovata in pigiama tra l’ingresso e la cucina, è stata ufficialmente dichiarata morta. Il suo cadavere è stato poi esaminato dai medici legali che hanno confermato le cause del decesso.

Come si legge su Panorama.it, all’epoca dei fatti, Massimiliano Baccalà, legale di fiducia di Martella, aveva dichiarato: “Nel corso dell’interrogatorio di garanzia in Procura il mio assistito si è avvalso della facoltà di non rispondere. È fortemente provato. È sicuramente un reato di spessore, bisogna capire come si sia arrivati a tanto, insieme voglio ricostruire, minuto per minuto cosa è accaduto. Poi decideremo il da farsi”.

Lo stesso avvocato, una volta lette le motivazioni di quest’ultima sentenza, potrebbe decidere di ricorrere in Appello.

Lascia un commento

Back to Top