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Daniela Poggiali, condannata all’ergastolo. Il giudice: “Fredda, intelligente e spietata”

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Daniela Poggiali ergastolo - delitti.net 10 giugno h. 18.15Daniela Poggiali, ex infermiera dell’ospedale di Lugo, l’11 marzo scorso è stata condannata all’ergastolo. Ecco le motivazioni della sentenza del giudice Corrado Schiaretti, presidente della Corte d’Assise

Daniela Poggiali uccise Rosa Calderoni soltanto per cercare di far calare i sospetti su di lei: “Uccise Rosa Calderoni per alzare il livello di sfida e commettere quello che potrebbe definirsi un omicidio difensivo”. La morte della donna “davanti a un suo familiare e fuori dal suo turno le avrebbe infatti potuto consentire di dimostrare che i decessi sospetti erano solo un caso e che non c’entravano con lei. Perché la Poggiali non solo sapeva delle strane voci sul suo conto. Di più. Sapeva di avere già ucciso numerosi pazienti. Forse non ricordava neppure lei quanti”.

Daniela Poggiali avrebbe ucciso altri pazienti soltanto per sentirsi in grado di decidere tra la vita e la morte. Questo sta a significare che la Poggiali “in termini probatori nei due anni esaminati, escludendo ogni ragionevole dubbio, si sia resa responsabile di numerosi omicidi, anche se i dati statistici non possono individuare chi sia stato vittima delle sue azioni criminali”.

Per Schiaretti però, l’omicidio di Rosa Calderoni, avvenuto l’8 aprile del 2014 con un’iniezione letale di potassio, è stato ben diverso: “La Poggiali ha dimostrato di essere fredda, intelligente e spietata – si legge nelle motivazioni – e ha capito di aver superato il limite nei giorni precedenti. Il programma criminoso della Poggiali era a ben vedere egregiamente congegnato. Per la prima volta non ha ucciso per delirio di onnipotenza né per liberarsi di una paziente scomoda, ma per dimostrare a tutti che all’ospedale di Lugo semplicemente morivano i pazienti vecchi e malati”.

Daniela Poggiali è stata definita decisa, spavalda e arrogante. L’infermiera, oltre ad aver ammazzato numerosi pazienti, sarebbe stata anche l’autrice di diversi furti: “Non sono voci non c’è un occulto regista calunnioso. Chi l’accusa lo fa perché ha visto, non perché ha sentito. Da quando lei va via i furti spariscono, dove c’è lei si muore di più”.

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