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David Raggi sgozzato in centro a Terni, le ultime parole per i familiari

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David Raggi è morto sgozzato da una bottiglia rotta, il vetro gli ha dilaniato la gola, la mano che ha colpito era quella di un marocchino ubriaco e inferocito che colpiva a casaccio gridando nel centro di Terni.

David-Raggi-300x249Il fatto è avvenuto dopo un tafferuglio in un bar dove molti avventori e le forze dell’ordine stavano cercando di calmare la furia dell’uomo in evidente stato di agitazione, il folle è uscito dal locale con la bottiglia spezzata tra le mani e  si buttato su David con una violenza inaudita; una storia terribile, ingiusta, agghiacciante, morire cosi, senza motivo, a 27 anni  senza un perchè e in modo atroce.

Il ragazzo passava di li per caso, e quello era il suo locale preferito quello che frequentava abitualmente pare; David si era fermato poco distante dall’entrata allertato dal trambusto e questo gli è costato la vita. David dopo il colpo mortale alla gola  non ha perso coscienza, e agli amici ha chiesto di chiamare  un’ambulanza; il sangue gli colava dalla manica della giacca, in un attimo ha perso le forze e poi con un filo di voce ha detto: «Non arrivo in ospedale, questa è una emorragia arteriosa. Vi voglio bene, dite a mamma, papà e Diego che gli voglio bene».

Ora lo sgomento e la rabbia riempiono i cuori di chi lo ha amato, un ragazzo buono e onesto che viveva la sua vita in pace circondato dai familiari e dagli amici che ora non riescono a dimenticare David che morendo sussurra: “vi voglio bene”; David a cui è stato tolto il diritto di vivere, e qui scattano le polemiche più che giuste, perchè questo ragazzo è stato ucciso, anzi scannato da un marocchino che non doveva trovarsi più sul suolo italiano, già una volta era stato espulso per ovvi motivi ma era tornato proprio su uno di quei barconi che vengono soccorsi ogni giorno dalla nostra Marina Militare.

ll marocchino era arrivato a Terni nel 2007, dove già viveva la madre madre sposata con un uomo del posto; ma a causa di alcuni furti compiuti a Porto Recanati, Fermo e Civitanova Marche gli era stato revocato il permesso di soggiorno ed era stato rimpatriato. Amine Assoul, questo il nome dell’uomo era poi tornato in Italia nel 2014, sbarcando a Lampedusa. La sua richiesta di asilo politico era stata respinta a ottobre; il marocchino però ha fatto ricorso nei trenta giorni previsti ed era in attesa di una decisione da parte degli organi competenti.

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