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Delitti ItalianiDavid Raggi il volontario ucciso da un immigrato a Terni: lo stato nega il risarcimento alla familiari

David Raggi il volontario ucciso da un immigrato a Terni: lo stato nega il risarcimento alla familiari

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La famiglia di David Raggi aveva chiesto allo stato di poter accedere al fondo per le vittime di reati violenti, ma la risposta è stata negativa. Perché? Sono ‘troppo’ ricchi. La ricostruzione della vicenda.

david raggiDavid Raggi è stato ucciso il 12 marzo del 2015 da un marocchino ubriaco, in pieno centro a Terni, fuori da un bar. Il giovane aveva solo 27 anni, di professione faceva l’informatore scientifico sul farmaco ed era un volontario del 118. David Raggi e il marocchino non si conoscevano e quella sera non avevano nemmeno litigato, l’uomo si avventò contro di lui con un coccio di bottiglia e gli squarciò la gola. David morì dissanguato.

L’assassino di Raggi è Amine Assaoui, Aziz, il marocchino era stato condannato per alcuni reati e su di lui pendeva un decreto di espulsione, ora è in carcere dove dovrà scontare una pena pari a 30 anni. Nonostante l’assassino sia dietro le sbarre, la famiglia di David Raggi non riesce a darsi pace così come racconta il settimanale Giallo. In Italia esiste un fondo per le vittime di reati violenti ma David aveva un reddito di 13.500 euro, troppo “ricco” per permettere ai familiari di ottenere il risarcimento. La normativa italiana ha fissato un tetto massimo di 11.500 euro. Diego, il fratello è molto arrabbiato perché voleva usare quei soldi per la costituzione di una fondazione in memoria di David.

Tutto questo è vergognoso, come sostiene Diego. Per fortuna lui e il padre lavorano e non hanno problemi, ma vi sono molte persone in difficoltà che non potranno mai accedere a quei fondi. Per il legale dei Raggi il fondo istituto lo scorso 7 luglio su richiesta della Comunità europea è una beffa in quanto non vi sarebbe denaro sufficiente per far fronte a tutte le richieste di risarcimento. Un gruppo di parlamentare umbri ha già proposto alcune modifiche alle legge con cui è stato istituto il fondo. Ma ciò non toglie il fatto che David Raggi sia morto per colpa dello Stato e la famiglia ha intentato un’altra causa. Perché Aziz era ancora nel nostro paese? Chi vigila sull’attuazione dei decreti di espulsione? Se l’assassino fosse tornato in patria, David sarebbe ancora vivo.

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