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Delitti di Gianna e Daniela: la firma dell’assassino nei tagli alla gola? Parla l’esperto

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Gli omicidi di Gianna del Gaudio e Daniela Roveri stanno facendo discutere davvero tanto. Chi è stato ad uccidere le due donne? Potrebbe trattarsi della stessa persona? A parlare a Bergamonews.it è stato il criminologo Massimo Simonetta del Centro Investigativo Orobico

Il delitto di Gianna del Gaudio è simile a quello di Daniela Roveri. La prima è stata uccisa con una coltellata al collo nella sua villetta il 27 agosto scorso, l’altra è stata ammazzata anche lei con un fendente alla gola nell’androne del suo palazzo il 20 dicembre.

Entrambe le donne dunque sono state colpite mortalmente da un’unica coltellata alla gola proprio dove vivevano. Ad ucciderle potrebbe essere stata la stessa persona? Oppure no?

Secondo l’esperto Massimo Simonetta il segreto di questi due delitti potrebbero nascondersi dietro il colpo alla gola, che potrebbe essere la firma utilizzata dall’assassino.

“[..] Si è cercato di confrontare i tagli alle donne cercando analogie e similitudini? [..] Lo studio e l’analisi bio-scientifica è importante ma altrettanto importante lo studio criminologico clinico basato sullo studio dell’individuazione della personalità del killer, il suo profilo e i suoi atteggiamenti che si consumano attimo per attimo confrontandolo con migliaia di casi già noti. Ricordiamoci che se ci fosse un killer seriale , è abitudine loro “firmare” il delitto mantenendo sempre caratteristiche affinché possa essere riconosciuto. Il killer seriale è un narcisista, egocentrico, presenta caratteristiche di personalità che troviamo spesso in persone insospettabili, è bugiardo, giustifica se stesso accusando gli innocenti, non gli interessa disturbare le altre persone in quanto lui si crede nel giusto. Le lamentele per Lui rappresentano solo un piccolo disturbo, ma è molto attento a tutto ciò che si manifesta intorno a lui, ascoltando ed osservando con serietà, è un calcolatore tendente a manipolare le persone”.

Com è possibile che il killer, in particolar modo nel delitto di Daniela Roveri, non abbia lasciato alcuna traccia? “Ho il sospetto – continua l’esperto – che l’autore dei delitti possa essere un professionista. E’ necessario analizzare, ipotizzando, da una visione criminalistica la dinamica possibile. [..] Utilizzo di semplici guanti ma anche la capacità e la freddezza di ben conoscere i punti vitali che permettono di agire sulla vittima senza che la stessa possa ribellarsi in qualche modo. Quindi l’autore del delitto probabilmente era a conoscenza di punti fisiologici a lui favorevoli per quanto si accingeva a compiere. Era a conoscenza del luogo dove è accaduto il delitto, e capace ad agire sulle parti del corpo a lui interessate, quasi a ricordare un corsista dei 118, o qualcosa di simile. La dinamica fa ipotizzare che sia stato un professionista, considerando che ha agito, velocemente, senza che nessuno si accorgesse di qualcosa (così pare dalle testimonianze). E senza che la donna potesse reagire, urlare nell’atrio di un condominio ben illuminato seppur zona di non passaggio. Tutti questi elementi fanno ipotizzare come già scritto considerando l’abilità a un professionista mandato per eseguire il delitto”.

E’ possibile dunque avere un collegamento tra l’omicidio di Gianna del Gaudio e Daniela Roveri? “Ciò che bisognerebbe analizzare sono i due tagli, ovvero se l’autore utilizza una natura destroide o sinistroide, cioè se ha colpito la vittima con la mano destra o sinistra, e se il killer ha voluto “firmare” i suoi delitti. Successivamente sarebbe utile confrontare i due tagli se corrispondono in qualche particolare, cercare nei particolari analogie ed eguaglianze possibilmente presenti. [..]”.

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