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Delitto al Collatino: la testimonianza della altre vittime di Marco Prato, prima le drogava e poi ne abusava

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Marco Prato non è una “vittima” di Manuel Foffo. Su Giallo num. 16 sono state pubblicate le testimonianze rese agli inquirenti dalle altre vittime del giovane romano che usava stordire con farmaci potenti. C’è chi non riusciva nemmeno a tonare più a casa dopo essere stato in sua compagnia.

manuel foffo - marco pratoMarco Prato resta in carcere. Ve ne abbiamo già parlato la scorsa settimana. Le motivazioni dei giudici sono chiare e, parte di questi documenti sono stati pubblicati su Giallo num. 16, a questo si aggiungono le testimonianze delle vittime di Marco Prato che raccontano di essere stati stuprati da lui. C’è chi non riesce a capire perché non si è fermato pur non provando alcun desiderio sessuale, la verità probabilmente, l’ha scoperta solo dopo l’omicidio di Luca Varani. Sono state proprio queste testimonianze che hanno convinto i giudici a non concedere gli arresti domiciliari a Prato. Vi sarebbero molti elementi in comune con i racconti di Manuel Foffo, anche lui in carcere dopo che ha confessato il delitto.

Sin dal primo momento Foffo ha detto di essere stato ricattato da Marco perché aveva un suo filmino hard girato la notte di Capodanno. Probabilmente era uno degli incontri che cercava di strappare agli eterosessuali usando la droga dello stupro che mischiava nei cocktail che faceva bere ai giovani amanti. Marco Prato si vantava di queste performance con gli amici, e gli inquirenti stanno cercando di approfondire questa situazione, per capire se estorceva del denaro ai malcapitati in cambio del silenzio. Giallo la scorsa settimana ha rivelato che nello smartphone di Prato sono state trovate anche delle foto di un noto attore. Non vi sono dubbi per i giudici che il giovane sia un violentatore seriale.

Come ricordate, prima di Luca Varani, nell’appartamento al Collatino era stato invitato anche Alex M. un ex pugile detto “Tiburtina”. Marco Prato gli aveva offerto qualcosa da bere, ma il cocktail aveva un sapore strano e ha smesso di bere, poi ha rifiutato un rapporto sessuale ed è stato cacciato via. Probabilmente le sostanze presenti non hanno fatto alcun effetto su di lui perché è di corporatura robusta e non gracile come Luca Varani. Sempre su Giallo (num. 16) è specificato che l’Alcover è un medicinale molto potente, gli alcolisti lo prendono per smettere di bere, e quando si mischia all’alcol diventa pericolo, in quanto fa perdere tutte le inibizioni.

I magistrati romani credono a Manuel Foffo che sin dal primo momento si è assunto la responsabilità dell’omicidio e i suoi racconti trovano molti riscontri anche nell’autopsia. Il collegio dei giudici è unanime nel dichiarare che Marco Prato sia il più pericoloso tra i due. Ecco cosa hanno scritto: «Le esigenze cautelari ci sono tutte. Impossibile affidarsi a lui per una misura autocustodiale, come gli arresti domiciliari. Vedi la fredda ideazione, pianificazione ed esecuzione di un omicidio tanto efferato, preceduto da sevizie e torture, senza altro movente se non quello di appagare un crudele desiderio di malvagità. Tutto ciò desta un giustificato allarme sociale e non consente di fare affidamento sui suoi sensi di colpa».

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