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Delitto al Collatino: la versione di Manuel Foffo e le accuse a Marco Prato

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Manuel Foffo è stato interrogato per 9 ore. Ai pm avrebbe detto: «Resto in carcere a vita, ma anche Prato deve marcire qua». Il giovane reo confesso insieme all’amico dell’omicidio di Luca Varani ha confermato che avevano intenzione di uccidere.

marco prato-manuel foffoMarco Prato è stato ascoltato dai giudici del tribunale del Riesame, parte delle sue dichiarazioni le abbiamo riportate nell’articolo di ieri. Oggi invece riportiamo quelle di Manuel Foffo che è stato ascoltato per 9 ore dagli inquirenti. Foffo ha confermato che avevano intenzione di uccidere Luca Varani, e che ne hanno parlato per tutta la notte. Manuel ha colpito la vittima alla gola con un coltello e Prato era vicino a lui che lo accarezzava, di sua iniziativa. Questa parte del racconto coincide con quella del complice che avrebbe raccontato di aver baciato sulla fronte Manuel Foffo mentre uccidere Varani.

Il 23enne era stato ridotto in fin di vita, dopo essere stato drogato con la droga dello stupro e massacrato con colpi di coltello e martello. Nel delirio causato dall’assunzione prolungata di sostanze stupefacenti, Manuel Foffo ha assecondato le devianze e la volontà di Prato così come riportato da Roma Fanpage. Non aveva mai pensato di uccidere qualcuno prima di quella notte. L’interrogatorio è continuato con il racconto delle sevizie e delle torture inflitte a Varani ma Marco in questo caso non è stato solo uno spettatore, ha partecipato in maniera attiva dopo che lo aveva plagiato e istigato, inchiodandolo di fatto alle sue responsabilità e chiedendo per lui la stessa pena, ovvero il carcere a vita.

Intanto lo scorso 5 aprile si è aperto l’incidente probatorio, sono stati nominati 15 tra consulenti ed esperti per analizzare le tracce di DNA rinvenute nell’appartamento al Collatino, le impronte digitali, e ancora le sim dei cellulari che avrebbero utilizzato Manuel Foffo e Marco Prato nei giorni che hanno trascorso insieme. Tra i nomi dei superperiti non è passato inosservato quello della dottoressa Carla Vecchiotti, consulente nel processo contro Amanda Knox e Raffaele Sollecito, nominata dal pm Francesco Scavo.

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