HOME | Redazione | Contattaci
Delitti.net
Delitti ItalianiNewsDelitto al Collatino: Marco Prato assumeva psicofarmaci ma aveva sospeso la cura, la sorella non crede alla sua doppia vita

Delitto al Collatino: Marco Prato assumeva psicofarmaci ma aveva sospeso la cura, la sorella non crede alla sua doppia vita

di

Marco Prato assumeva degli psicofarmaci, ma ha smesso cinque giorni prima del delitto al Collatino. Nessuno lo sapeva, nemmeno il suo medico. Il giovane era in cura da anni per un disturbo bipolare aveva già tentato il suicidio.

marco pratoMarco Prato, uno dei due killer di Luca Varani era in cura per disturbi bipolari. Secondo le indiscrezioni raccolte da Il Messaggero, assumeva regolarmente psicofarmaci ma aveva deciso di sospendere circa 5 giorni prima dell’omicidio. È stato lui stesso a dirlo alla psichiatra che ha ricevuto l’incarico di visitarlo. Quei farmaci servivano per contenere la sua “impulsività” e la tendenza agli eccessi. Al medico avrebbe detto: «Io sono per gli eccessi e quando si supera il limite lo si fa perbene». Nessuno però sospettava che Marco Prato conducesse una doppia vita, sopratutto la sorella maggiore, Marianna. Come riportato da Leggo, che ha raccolto le confidenze di una sua amica, il 29enne rispettava tutte le regole della famiglia, una di quelle esemplari. Dal profilo Facebook però sono sparite tutte le foto in cui Marianna e Marco Prato erano insieme.

Chi aveva intuito che c’era qualcosa di strano invece è la madre di Manuel Foffo, l’altro assassino di Luca Varani. La donna, sentita negli scorsi giorni, ha fornito nuovi dettagli ai carabinieri e il verbale è già nelle mani del pm che cerca di ricostruire le vite di questi tre giovani. Sul giovane Luca Varani è stato detto fin troppo, ma le parole più belle sono quelle della fidanzata e dei vicini di casa che lo ricordano per quello che era senza giudicarlo, così come hanno fatto in molti. Perché se c’è una vittima in questa storia è solo lui. La procura intanto ha rilasciato il nulla osta per la restituzione della salma alla famiglia e la prossima settimana dovrebbero essere celebrati i funerali.

Nella ricostruzione dei fatti avvenuti il 4 marzo, ci sono troppi buchi. La confessione di Manuel Foffo è stata resa solo nel pomeriggio del sabato successivo e si sospetta che una terza persona sia venuta a conoscenza di quanto accaduto in quell’appartamento. Quando verranno tolti i sigilli all’appartamento si potranno cercare altre tracce oltre a quelle di Foffo e Marco Prato, perché qualcuno potrebbe rispondere per il reato di favoreggiamento ed essere iscritto anche nel registro degli indagati.

Lascia un commento

Back to Top