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Cold CaseNewsDelitto Antonietta Giarrusso: i familiari chiedono di riaprire il caso

Delitto Antonietta Giarrusso: i familiari chiedono di riaprire il caso

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Lo scorso ottobre l’inchiesta sull’omicidio di Antonietta Giarrusso, 63 anni, è stata definitivamente archiviata dalla Procura. L’assassino della donna è ancora libero, i familiari non riescono a darsi pace e vogliono giustizia

Antonietta GiarrussoAntonietta Giarrusso è stata uccisa nel 2012 con ben 25 coltellate nel suo negozio di parrucche da un assassino che non è stato ancora condannato perchè non è stato nemmeno identificato. Secondo quanto annunciato da Live Sicilia, i familiari hanno chiesto giustizia per la donna che è stata vittima di uno dei più efferati delitti avvenuti negli ultimi anni a Palermo.

Tanti i sospettati per quelle indagini che una volta chiuse hanno tolto la speranza ai cari di Antonietta Giarrusso di poter sapere la verità e di conoscere il carnefice della donna il quale ha agito senza alcuna pietà e con una spietatezza inaudita.

In quel negozio diventato la scena del crimine c’erano chiazze di sangue ovunque ed una scia che portava direttamente al cadavere di Antonietta Giarrusso lasciata senza vita nel bagno con un paio di forbici conficcate in gola e con il corpo ricoperto da coltellate.

Il giorno dell’omicidio nessuno sembra essersi accorto di nulla, eppure erano le 11.30 del mattino quando l’assassino aprì la porta del negozio per uccidere brutalmente Antonietta quel 30 aprile del 2012.

La sorella della vittima ha lottato con tutte le sue forze per poter conoscere la verità ma purtroppo ha raggiunto la sorella senza mai poter guardare negli occhi il suo assassino. La nipote della 63enne ha lanciato un appello ed ha deciso di continuare ad occuparsi ancora di questa brutale vicenda: “Mia madre ci ha lasciato a novembre. Si è ammalata, ha mollato le redini. Ci teneva tantissimo a sapere chi sia stato a ridurre mia zia in quello stato, una donna che con me e mia sorella, con la quale siamo gemelle, aveva un rapporto simbiotico. Ora voglio occuparmi io di tutto. Pretendo che si continui ad indagare sull’omicidio, perché chi ha agito in questo modo non può essere libero, non può continuare ad andare in giro tranquillo. Stiamo parlando di una persona spietata, che è riuscita a sferrare venticinque coltellate in modo indisturbato, che ha rotto dieci costole a mia zia, che le ha conficcato un paio di forbici in gola dopo averla già uccisa. Dopo averla massacrata ha continuato ad inveire su di lei, come si può chiudere il caso e lasciare che tale disumanità resti impunita?”.

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