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Delitti ItalianiDelitto Ashley Olsen: ascoltato il fidanzato, ha ammesso le liti per gelosia

Delitto Ashley Olsen: ascoltato il fidanzato, ha ammesso le liti per gelosia

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Federico Fiorentini oggi ha testimoniato nel processo per la morte della sua fidanzata Ashley Olsen, morta il 9 gennaio a Firenze.

ashley olsen _delitti.net (1)Questa mattina si è tornati in aula a Firenze per una nuova udienza del processo per la morte di Ashley Olsen la 35enne americana uccisa il 9 gennaio 2016. La ragazza venne ritrovata dal suo fidanzato, il pittore Federico Fiorentini. Oggi era prevista la sua deposizione e nell’aula bunker ha raccontato che è vero che aveva litigato con Ashley Olsen qualche giorno prima del delitto. La lite, secondo quanto riporta ANSA, sarebbe avvenuta per gelosia. Fiorentini, preoccupato per lo strano silenzio di Ashley, andò a trovarla nel suo appartamento.

Federico Fiorentini è stato ascoltato in qualità di testimone, ricordiamo che del delitto è stato accusato il senegalese Cheik Diaw, l’ultimo che ha visto la Olsen in vita. Tornando a Fiorentini invece, si sarebbero visti il 6 gennaio, il giorno della Befana, poi il 7 avrebbero discusso su Whatsapp, ma non era la prima volta che accadeva e comunque erano soliti riappacificarsi dopo qualche giorno. Oltre alla gelosia, gli ultimi battibecchi si erano concentrati su accuse reciproche di tradimento. Tuttavia sono stati i legali di Diaw che sono tornati sulla questione gelosia, Fiorentini ha cercato di ridimensionare le loro supposizioni.

Intanto agli inizi del mese è stata ascoltata la padrona di casa che accolse la richiesta del fidanzato di Ashley Olsen di aprire la porta dell’appartamento perché molto preoccupato. La donna ha raccontato che Fiorentini cercò di rianimare la 35enne senza mettere le mani al collo, un dettaglio molto importante visto che la ragazza è morta strangolata. Federico Fiorentini non ha agito da solo ma ha seguito le indicazioni che i medici del 118 gli hanno fornito telefonicamente.

Sul corpo di Ashley Olsen sono state trovate delle tracce di Dna del fidanzato, in particolare sui capelli e sul collo. Sempre la padrona di casa, durante la sua deposizione ha riferito che l’uomo ha tentato una manovra di rianimazione mediante la respirazione bocca a bocca. C’è ancora un dettaglio da chiarire, ovvero la cella telefonica agganciata dal dispositivo mobile di Fiorentini, quello da dove sono partiti i messaggi su Facebook. Il processo continua senza troppi colpi di scena.

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