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Delitto Ballestri: Cagnoni resta in carcere, incastrato anche dalla postina e dal tassista

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Matteo Cagnoni resta in carcere. Il dermatologo è accusato dell’omicidio della moglie Giulia Ballestri. Ha lasciato la sua “firma” sul luogo del delitto.

cagnoniIl tribunale del Riesame di Bologna ha stabilito che Matteo Cagnoni deve restare in carcere. L’uomo è accusato del delitto della moglie Giulia Ballestri, uccisa nella loro villa a Ravenna il 16 settembre scorso. Gli elementi raccolti dagli inquirenti in questo primo mese di indagini incastrano il noto dermatologo di origini fiorentine che si è sempre proclamato innocente. I giudici hanno riferito inoltre che sulla scena del crimine è presente la firma di Cagnoni, ovvero l’impronta di una mano insanguinata. Tra gli altri elementi che incastrano l’uomo vi sarebbero due sms inviati rispettivamente ad una sua amica e alla segretaria in cui parla di quanto accaduto anche se non era ancora stato informato dalle autorità. Inoltre, quando la polizia ha bussato alla porta della casa dei suoi genitori è fuggito via per un “attacco di panico”.

Sul delitto di Giulia Ballestri non ci sarebbero dunque ombre e misteri, e le ultime ricostruzioni confermano che la donna è stata uccisa al mattino. La vittima e il suo aguzzino si erano recati presso la villa disabitata per esaminare alcuni dipinti di valore, ma Giulia non è mai uscita. Cagnoni, marito “geloso” e “possessivo” ha ucciso la moglie, il movente sarebbe la relazione che da mesi aveva con un altro uomo e che gli avrebbe rovinato la reputazione. Ora c’è il sospetto che anche la famiglia del dermatologo sapesse quanto accaduto a Giulia Ballestri. La donna infatti avrebbe detto alla polizia che i nipoti dormivano a casa sua perché la madre era stata uccisa in modo violento durante un tentativo di rapina, proprio mentre Matteo Cagnoni fuggiva dalla finestra.

Ad aggravare la posizione di Matteo Cagnoni c’è anche la testimonianza della postina che il giorno dell’omicidio ha visto solo il dermatologo e non Giulia Ballestri. La portalettere ha citofonato per consegnare la posta, ma Giulia non c’era. Cagnoni si stava già preparando al viaggio verso Firenze. A questo punto sorge spontanea una domanda: quello di Giulia Ballestri è un delitto premeditato? Secondo alcune indiscrezioni pare che Cagnoni avesse donato beni mobili e immobili al fratello e ai genitori in vista dell’imminente separazione. Un altro tassello di questa vicenda è la testimonianza del tassista di Bologna che ha accompagnato il dermatologo a Bologna da un noto divorzista la mattina del 18 settembre, due giorni dopo il delitto, ma guardando bene l’indirizzo si tratta di quello dell’avvocato che lo difende. Insieme a Cagnoni c’era il padre Mario. Qualche ora dopo c’è stata la scoperta del cadavere di Giulia Ballestri.

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