HOME | Redazione | Contattaci
Delitti.net
Delitti ItalianiNewsDelitto Bruno Caccia: Belfiore ai domiciliari per gravi motivi di salute

Delitto Bruno Caccia: Belfiore ai domiciliari per gravi motivi di salute

di

Domenico Belfiore, unico condannato per l’omicidio del magistrato Bruno Caccia, è uscito dal carcere a causa di gravi motivi di salute

Bruno CacciaIl magistrato Bruno Caccia fu ucciso il 26 giugno del 1983 dalla criminalità organizzata del nord. Il mandante del delitto, dopo le indagini infondate sulle Brigate Rosse e sui neofascisti del NAR, fu ritenuto Domenico Belfiore il quale pochi mesi dopo la tragedia venne arrestato e condannato definitivamente all’ergastolo grazie la collaborazione di Francesco Miano, esponente del clan dei catanesi.

Dopo più di 30 anni trascorsi dietro le sbarre e dopo le istanze di scarcerazione presentate dai suoi legali Giuseppe Cherubino e Pasquale Milio, Domenico Belfiore è uscito dal carcere di Sulmona a causa di gravi problemi di salute. Quest’ultimo sembrerebbe essere infatti malato di tumore: solo quale mese fa era stato ricoverato e sottoposto ad alcuni interventi chirurgici che non hanno risolto la situazione. Le sue condizioni di salute si sono infatti aggravate con il passare del tempo e nell’attesa di una nuova udienza, in cui si valuterà la decisione del magistrato per la scarcerazione dell’uomo, è stato trasferito ai domiciliari.

Intanto la procura di Milano ha riaperto le indagini sull’omicidio di Bruno Caccia poichè tanti sarebbero ancora i dubbi e i punti interrogativi a partire dai quattro esecutori materiali del delitto che non sono stati mai individuati.

A Bruno Caccia, procuratore ritenuto troppo intransigente ed un ostacolo per il nemico, è stato intitolato il Palazzo di Giustizia di Torino. A dare fastidio erano probabilmente le sue inchieste sui prestasoldi dei casinò di Sanremo e Saint Vincent o le ricerche fatte sullo dei favori ai detenuti concessi dal Centro clinico delle carceri Nuove.
Purtroppo la memoria del magistrato Bruno Caccia è stata sempre più abbandonata tanto che oggi sono in pochi a ricordare la sua lotta contro la mafia del nord.

Lascia un commento

Back to Top