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Delitto Ceste, chiesta una nuova perizia. La famiglia di Elena: “No alla riesumazione”

di

elena cesteMichele Buoninconti continua a difendersi, tanto da aver chiesto una nuova perizia per dimostrare che la moglie, Elena Ceste, morì dopo essere scivolata nel canale

Buoninconti è stato condannato in primo grado a 30 anni di carcere per l’omicidio di Elena Ceste. Nonostante tutto, l’uomo continua a ritenersi innocente. A parlare al settimanale Giallo sono stati i genitori della vittima.

“Solo Michele sa cos’è accaduto veramente quella mattina. Se non è stato lui, allora chi è stato? Speriamo solo che la giustizia faccia il suo corso. Vogliamo sapere la verità”.

Michele Buoninconti sostiene ancora che la moglie quella mattina uscì di casa in preda ad una crisi psicotica, problema di cui, secondo quanto confermato dalla famiglia, Elena non aveva mai sofferto.

Stando alle parole dell’ex vigile del fuoco, Elena Ceste sarebbe caduta accidentalmente per poi morire proprio nel luogo in cui è stata ritrovata lo scorso ottobre. Un particolare però non ha lasciato i genitori della donna indifferenti: “Se fosse caduta accidentalmente, com’è possibile che tutti quelli che la cercavano non abbiano visto una donna a terra? Quando l’hanno trovata la zona è stata scavata con una ruspa. Quindi vuol dire che era stata sotterrata“.

La difesa intanto ha chiesto che venga eseguita una consulenza sulle celle telefoniche del cellulare dell’uomo, una perizia psichiatrica, l’esame del terriccio e una nuova perizia medico legale che dimostri la mancanza di una parte di osso e la frattura del coccige di Elena Ceste, che confermerebbero la caduta accidentale, cosa però smentita dalla Procura che dall’autopsia aveva escluso la presenza di traumi e fratture.

La famiglia della donna è sconvolta al solo pensiero di dover in tal caso riesumare il cadavere di Elena: “E’ una cosa che non possiamo accettare. Riesumare nostra figlia per noi sarebbe un dolore atroce, troppo forte da sopportare”.

A parlare a riguardo è stato anche l’avvocato Deborah Abate Zaro: “Accetteremo qualsiasi atto che possa chiarire gli aspetti che hai giudici appaiono ancora nebulosi. Ma se la difesa chiederà la riesumazione del corpo di Elena, ci opporremo“.

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