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Delitti ItalianiDelitto di Cogne: 15 anni dopo, cosa fa oggi Annamaria Franzoni?

Delitto di Cogne: 15 anni dopo, cosa fa oggi Annamaria Franzoni?

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Il caso del delitto di Cogne è uno dei più controversi degli ultimi anni, Annamaria Franzoni il 30 gennaio 2002 chiamò il 118 dicendo che il figlio Samuele vomitava sangue. Il bambino aveva ferite alla testa e alle mani. Sei anni dopo venne condannata. Oggi sconta il resto della pena ai domiciliari.

Annamaria Franzoni

Annamaria Franzoni

Alle 8,30 circa del mattino del 30 gennaio 2002, Annamaria Franzoni chiamò il 118 per chiedere aiuto. Suo figlio Samuele di soli 3 anni si sentiva male, vomitava sangue. Quando i medici arrivarono videro il piccolo in fin di vita, il piccolo corpicino presentava ferite alla mani e alla testa. Dopo 6 anni e la Franzoni venne condannata a 16 anni di carcere per omicidio. I tribunali, ma ancora prima le aule di tribunale allestite in tv, avevano accertato che aveva ucciso il figlio colpendolo con un oggetto mai ritrovato.

Annamaria Franzoni raccontò che era uscita di casa per accompagnare il figlio più grande alla fermata dello scuolabus e, una volta rientrata, aveva trovato Samuele agonizzante nel letto. La donna venne subito sospettata dell’omicidio, cambiò versione diverse volte e venne iscritta nel registro degli indagati. La Franzoni è stata anche arrestata e poi scarcerata per mancanza di indizi ma è rimasta libera durante una parte del processo. Gli investigatori trovarono sul suo pigiama tracce di sangue e altro materiale, anche le ciabatte erano sporche di sangue. Il gip nell’ordinanza dell’arresto, dopo aver valutato attentamente il caso scrisse: «Sembra ragionevole ipotizzare che in una situazione di forte stress, aggravato dalle condizioni di salute dell’indagata, la Franzoni abbia deciso di uccidere Samuele perché pensava che il piccolo avesse qualcosa che non andava, che frustrava il suo desiderio di mamma di vedere il figlio crescere in condizioni normali», oppure: «Più semplicemente si può pensare che la Franzoni abbia soppresso la vittima perché quel mattino quando lei era già irritata, Samuele le dava fastidio, essendosi messo a piangere sulle scale proprio mentre lei si preparava per uscire».

Del delitto di Cogne ne ha parlato Il Post che a distanza di 15 anni ha ripercorso i punti più importanti della vicenda. Annamaria Franzoni si è sempre dichiarata innocente dicendo che l’assassino del figlio Samuele era una persona estranea ma non sono mai state trovate tracce di estranei nella loro casa. Il marito, Stefano Lorenzi, le credeva tanto che si erano accordati per depistare le indagini e accusare dell’omicidio alcuni vicini. Il dibattito sul caso è stato tenuto vivo per anni. Bruno Vespa presentò nella sua trasmissione il primo plastico con la riproduzione della villetta. Nel 2016 dopo sei anni trascorsi in prigione, ad Annamaria Franzoni sono stati concessi i domiciliari e vive nella sua casa in provincia di Bologna.

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