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Delitti ItalianiDelitto di Concetta Conigliaro, altri due arresti nella famiglia del marito

Delitto di Concetta Conigliaro, altri due arresti nella famiglia del marito

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Concetta Conigliaro sparì ad aprile e in giugno è stato arrestato il marito. Ora sono stati fermati uno zio e un cugino che lo avrebbero aiutato a bruciare il cadavere

Concetta CongiliaroSalvatore Maniscalco, l’uomo accusato di aver ucciso la moglie Concetta scomparsa da San Giuseppe Jato nell’aprile scorso, non avrebbe fatto tutto da solo, tanto che ora sono stati arrestati anche Vincenzo e Antonino Caltagirone, padre e figlio.

Il primo è ai domiciliari, il secondo in carcere ma entrambi sono sospettati di avergli dato una mano, soprattutto perché ci sono intercettazioni che li inchiodano, tanto che i pm Gianluca De Leo e Ilaria De Somma non hanno avuto dubbi a produrre i documenti necessari per la loro custodia cautelare. I due, parenti del presunto omicida (sono zio e cugino), sono i proprietari del magazzino dove era stato nascosto il fusto dentro il quale sarebbe stato bruciato il corpo di Concetta.

Quando la donna sparì, i Caltagirone vennero avvistati mentre aiutavano Maniscalco a svuotare la casa di San Giuseppe Jato, portando via anche quel fusto in ferro utilizzato solitamente per impastare la calce. Così gli inquirenti esaminando i tabulati dei due indagati anno notato le molte chiamate scambiate il 9 e 10 aprile con Maniscalco, definiti “stranamente numerosi rispetto alle abitudini degli interlocutori e possono ragionevolmente trovare una spiegazione nella richiesta di aiuto e nella concreta organizzazione dello stesso, da parte del Maniscalco”.

E ad inchiodarli alle loro responsabilità ci sarebbero anche alcune intercettazioni. Come a fine giugno, quando parlavano di un trasporto effettuato per conto di Maniscalco e Vincenzo rivolgendosi al figlio disse: “Ma chi glielo disse che gli facemmo un viaggio noi? Cantò lui che gli facemmo il viaggio noi?”. E successivamente: “Cornuto che è inutile, minchia… può morire là dentro”. E ancora, in un’altra intercettazione: “Non ti impappinare, stai attento a quello che combini perché siamo nella merda. Tu gli devi dire noi altri a lui l’abbiamo preso qualche giornata e basta non sappiamo niente”. E Antonino in risposta: “I guai passiamo tutta la vita in galera ci buttano. La mia vita è finita”.

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