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Delitto del catamarano: Filippo De Cristofaro è ancora in fuga

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Da quasi due mesi il killer del catamarano è evaso dal carcere, forse è in un paese tropicale

Filippo-De-CristofaroSono già due mesi da quando Filippo De Cristoforo è scappato dal carcere di Porto Azzurro dove stava scontando la pena per l’assassinio di Annarita Curina. Gli inquirenti sospettano che sia ormai riuscito a raggiungere uno paese tropicale. Era il luglio del 1988 quando balzò all’onore delle cronache insieme con la 17enne Diane Beyer per essersi impossessato di una imbarcazione e dopo aver ammazzato la proprietaria si stava dirigendo in Polinesia.

Sono passati 26 anni da allora, ma ancora il “rambo dei mari” fa parlare di se. Il 21 aprile scorso grazie ad un permesso premio ha fatto perdere le sue tracce. Scappato e chissà dove nell’arco di 72 ore, dall’uscita al mancato rientro in carcere.

Qualcosa è certamente andato storto nella struttura di controllo, lo afferma il procuratore Francesco De Leo. Gli organismi preposti non sono stati informati dell’indole criminale di De Cristoforo e in questo buco comunicativo che si è inserita la fuga del killer.

Tra il carcere dell’Elba e la stazione dei carabinieri di Portoferraio ci sarebbe stato un vero e proprio cortocircuito del sistema. I carabinieri che dovevano accertare che il detenuto ogni giorno si presentasse in caserma non lo hanno fatto tenendo anche conto che dal carcere non sono mai partiti i fascicoli che sarebbero serviti ai carabinieri per individuare il soggetto e comprenderne la pericolosità.
Già nel 2007 Filippo De Cristoforo tentò la fuga dal carcere di Opera e in modo rocambolesco cercò di arrivare in Olanda per ricongiungersi con Diane Beyer.
Il rambo dei mari ha cosi ha avuto un vantaggio di ben 72 ore per mettere su la sua fuga, gli inquirenti che stanno valutando la situazione, hanno già individuato delle responsabilità individuali nell’apparato di controllo e non sono escluse sanzioni disciplinari.

La squadra mobile di Ancona prosegue la caccia di De Cristoforo, e le indagini sono partite da Portoferraio. Il detenuto Francesco De Cristoforo doveva essere ospite dell’Associazione “Il Dialogo” che ha dei miniappartamenti che servono per il soggiorno dei detenuti che svolgono piani di riinserimento.

De Cristoforo avrebbe dovuto trascorrere tre giorni in uno di questi appartamenti, mentre la mattina dopo intorno alle 5 è riuscito ad imbarcarsi su un traghetto e raggiungere Piombino un ora dopo.
Da allora il buio più totale, il rambo dei mari ha fatto perdere le sue tracce, tra gli inquirenti serpeggia anche un pò di delusione perchè in due mesi potrebbe essere arrivare ovunque.

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