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NewsDelitto di Garlasco, Alberto Stasi scrive una lettera a Le Iene ‘Non ho ucciso Chiara’

Delitto di Garlasco, Alberto Stasi scrive una lettera a Le Iene ‘Non ho ucciso Chiara’

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«Io non ho ucciso Chiara, e non smetterò mai di ripeterlo» scrive Alberto Stasi dal carcere. Un posto dove non avrebbe mai immaginato di vivere. Detenuto a Bollate dopo la condanna a 16 anni per l’omicidio della fidanzata, Stasi ha chiesto ‘aiuto’ alla trasmissione Le Iene.

Chiara Poggi non ha avuto giustizia e la vita di Alberto Stasi è stata rovinata mentre l’assassino (o gli assassini) della ragazza sono ancora liberi. Per l’unico condannato il fallimento del sistema è stato doppio, serviva un colpevole da dare in pasto all’opinione pubblica e Alberto Stasi era il sospettato giusto. Lo sostiene lui stesso nella lunga lettera che ha scritto dal carcere e che ha inviato alla trasmissione Le Iene. Alberto ha sfidato la produzione a prendere le carte del processo e a leggerle per dimostrare che è innocente. È un lavoro lungo perché ci sono molti documenti tra perizie, consulenze, testimonianze, sentenze e quant’altro è servizio per dimostrare che il colpevole è proprio lui e nessun altro.

La lettera è stata inviata a Le Iene qualche settimana fa, quando la storia del Dna sotto le unghie di Chiara Poggi non era ancora uscita sui giornali. Una nuova perizia infatti ha accertato che le tracce genetiche rinvenute non appartengono ad Alberto Stasi ma ad un ragazzo che all’epoca era nelle cerchie di amicizia di Chiara. Anche lui era stato ascoltato all’epoca e aveva fornito un alibi di ferro che, alla luce delle nuove rivelazioni, inizia a vacillare. Queste sono indiscrezioni di stampa, eppure rileggendo quello che due anni fa scriveva il settimanale Giallo sul Dna e la lettera di Albero Stasi, qualcosa non torna. È così lucido Alberto quando dice di lasciare perdere i suoi occhi e la presunta antipatia e invita ad informarsi per informare.

È la prima volta da quando è stato condannato che decide di parlare in questo modo, tutti sono intervenuti sulla vicenda ‘persino soubrette’, e Alberto Stasi si rivolge indirettamente anche a noi “popolo italiano” nel nome del quale è stata pronunciata la sentenza. Ci invita a riflettere se abbiamo mai pensato che quelle persone che intervenivamo sul delitto di Garlasco avevano letto gli atti, ci hanno detto il ‘giusto’ o hanno solo ‘inventato’? di seguito la lettera originale inviata a Le Iene.

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