HOME | Redazione | Contattaci
Delitti.net
Delitti ItalianiNewsDelitto di Garlasco, l’avvocato di Stasi: “Lo scopo è ridare la libertà ad Alberto”

Delitto di Garlasco, l’avvocato di Stasi: “Lo scopo è ridare la libertà ad Alberto”

di

La Procura di Pavia ha aperto un’inchiesta bis sull’omicidio di Chiara Poggi, per il quale è stato condannato a 16 anni l’ex fidanzato Alberto Stasi. Il tutto è scaturito da nuovi “sospetti” estrapolati dal Dna trovato sotto le unghie della vittima

Come è ormai ben noto, la difesa di Alberto Stasi afferma di aver individuato un altro Dna sotto le unghie di Chiara Poggi, il quale dunque, non apparterrebbe al giovane condannato.

Lo scopo della difesa è ovviamente quello di poter scagionare Stasi e di poterlo far tornare in libertà: “Stasi si è sempre dichiarato innocente, ma l’accusa ha sempre puntato solo su di lui. Dopo due assoluzioni è arrivata la condanna definitiva. Quando la difesa ha saputo di una concreta pista alternativa, ci siamo attivati per raccogliere elementi solidi da portare in procura. Lo scopo ultimo è ridare la libertà ad Alberto in tempi brevi. Speriamo in una nuova inchiesta della procura di Pavia, e verrà chiesta la revisione del processo contro Stasi alla competente corte d’appello di Brescia”.

Ma come è arrivata la difesa a questi nuovi sospetti? Come ha estrapolato il Dna di “Sospetto ignoto”? A rispondere alle domande è stato l’avvocato Fabio Giarda: “L’abbiamo recuperato (il Dna ndr) in modo assolutamente regolare per un accertamento difensivo. Starà al magistrato incaricato, se verrà riavviata l’indagine, vagliare anche le modalità per il recupero del Dna comparato a quello sul corpo della vittima”.

Il nome del genetista che ha analizzato il Dna sotto le unghie di Chiara Poggi resta un segreto, perchè? “Altrimenti il circo mediatico lo assalterebbe, per sapere in dettaglio il contenuto della relazione come è successo a tutti gli esperti nei cinque processi già celebrati sul delitto Poggi. Tutti i nuovi elementi devono essere adeguatamente valutati solo dalla magistratura, per decidere se aprire un nuovo fascicolo e ripetere degli accertamenti”.

“Alla difesa – conclude l’avvocato – interessava dare nuovi elementi potenzialmente utili a trovare il vero colpevole per la morte di Chiara, uccisa a 26 anni. Ma sarà la magistratura a valutarli. Tutto il resto, clamore mediatico compreso, non ci interessa“.

Intervista di: Laprovinciapavese.gelocal.it

Lascia un commento

Back to Top