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NewsDelitto di Garlasco, scomparsi i capelli trovati nella villetta e non analizzati

Delitto di Garlasco, scomparsi i capelli trovati nella villetta e non analizzati

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Le indagini sul delitto di Chiara Poggi sono state lacunose? I capelli trovati nella villetta e tra le mani della vittima, oggi fondamentali, non si trovano più.

I 36 capelli trovati nella villetta di Garlasco erano stati classificati come inutilizzabili ma, come riporta Il Giornale, oggi sarebbero fondamentali nell’inchiesta bis sul delitto di Chiara Poggi. La prova, fondamentale per risolvere una volta per tutte l’omicidio, è sparita. Dopo le prime analisi si scoprì che quei capelli trovati sul pavimento e tra le mani della vittima (7 per la precisione) non potevano portare da nessuna parte perché privi di bulbo (tranne uno) da cui estrarre il Dna. Alla luce della nuova perizia presentata dalla difesa di Alberto Stasi, però potrebbero portare alla verità. Nessun sa dove siano finiti, è una coincidenza o solo suggestioni della difesa?

Il nuovo indagato Andrea Sempio, all’epoca dell’omicidio aveva i capelli lunghi come quelli di Chiara. Oggi legge cosa scrivono i giornali ma preferisce non rilasciare dichiarazioni, intanto ha nominato un avvocato. È convinto che presto tutto questo finirà anche se il fratello di Chiara Poggi, suo grande amico, in uno degli interrogatori aveva detto che spesso Andrea era nella camera della ragazza. Quei capelli vennero subito scartati anche perché per tutti il colpevole era il biondino Alberto Stasi. Troppe incertezze e contraddizioni in quell’inchiesta, tanto che quella prova fu attribuita alla vittima perché i capelli avevano lo stesso colore e lunghezza.

Dopo le prime indiscrezioni sulla riapertura del caso, la madre di Chiara Poggi aveva precisato che c’era già un colpevole, Alberto Stasi, smentendo di fatto le nuove indagini. Eppure i magistrati oggi si concentrano sulle incongruenze del sospettato, dalle telefonate a casa Poggi allo scontrino del parcheggio consegnato 14 mesi dopo l’omicidio senza che nessuno glielo avesse chiesto, passando per la cella telefonica che invece lo colloca nei pressi della villetta quando Chiara è stata uccisa. Infine c’è la bicicletta da donna nera su cui si muoveva e il numero di scarpe, lo stesso di Alberto Stasi e dell’impronta insanguinata. È mai possibile che tutti si siano sbagliati o che, peggio ancora, le indagini siano state pilotate?

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