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NewsDelitto di Mozzate: intercettatazioni telefoniche confermano il piano diabolico

Delitto di Mozzate: intercettatazioni telefoniche confermano il piano diabolico

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Dall’esame delle intercettazioni di Sanchi e Demiraj emergono particolari sul piano che intendevano attuare

mozzate3Un abile stratagemma messo su dagli inquirenti sta permettendo di avere robuste prove di colpevolezza ai danni di Dritan Demiraj e di Monica Sanchi che verranno certamente usate durante il processo che si terrà per l’assassinio di Silvio Mannina e di Lidia Nusdorfi.
Un furgoncino della Polizia penitenziaria che trasportava Sanchi e Demiraj da un carcere all’altro è stato messo sotto osservazione e nel suo interno piazzate decine di cimici.
I due ragazzi, che non sospettano minimamente di essere ascoltati iniziano a parlare liberamente , Dritan Demiraj inizia a fare pressioni sulla ragazza: “Devi dire che amavi l’uomo sbagliato”. Cerca insistentemente di dare istruzioni e accordarsi con la fidanzata sulla versione dei fatti da fornire agli inquerenti.

Demiraj sembra aver capito che l’assassinio di cui si sono macchiati potrebbe condurli all’ergastolo, e così fa capire alla ragazza che l’unica via di scampo è che non vi sia la “premeditazione”.
Il cellullare della polizia continua il suo viaggio verso il carcere e i ragazzi  si mettono reciprocamente al corrente delle informazioni che hanno avuto dagli inquirenti durante i ripetuti interrogatori.
Dice Monica: “loro hanno detto che la cella del tuo cellulare agganciava uguale alla mia alla stazione quando io sono andata a prenderlo” (Silvio Mannina). Risponde lui: “Mentre parlavamo dì che te sei andata a comprare lo schotch”.
Si riferisce al nastro adesivo utilizzato per avvolgere il lenzuolo attorno al cadavere di Silvio Mannina.
Monica Sanchi risponde al fidanzato con un secco “Io questo non l’ho detto”.

La conversazione si fa accesa e Demiraj vuole capire cosa gli investigatori effettivamente sanno :”Non lo devi dire, lo scocht era in macchina.. o gli hai detto casa?”.
Monica conferma la versione che lo scotch era in macchina. Il ragazzo quasi sorridendo prevede che per i due non ci sia che la galera e che saranno accussati di omicidio premeditato.
Il problema dello scotch è un punto chiave e i ragazzi lo sanno bene. Se fosse appurato che sia stato acquistato qualche giorno prima scatterebbe l’aggravante della premeditazione, mentre se fosse stato trovato per caso sarebbe un punto in meno per i magistrati.

Il colloquio nel furgoncino continua e Dritan spiega a Monica cosa dire nei futuri interrogatori affinchè si pensi ad un movente passionale: “Se ti dicono qualcosa adesso, ti dicono… adesso come ti senti, te gli devi dire che gli voglio bene… il passaggio tra l’amore e odio non va bene”.

Effettivamente i magistrati che interrogheranno Monica nei giorni successivi si sentiranno dire esattamente cosi.

Per i poliziotti che stanno indagando sul feroce delitto di Mozzate si tratta di due persone che hanno con puntualità cercato di inquinare le prove ed è proprio questo il motivo per il quale è scattata la misura cautelare nei loro confronti.
Da uno stralcio dell’ordinanza si legge di una: “tenace partecipazione della Sanchi ai fatti criminali” e ancora “dell’elevato spessore criminale dei due indagati che pur di fronte a fatti così gravi e violenti, mostrano una totale indifferenza e una assoluta impermeabilità a qualcunque processo di ripensamento delle crudele e perverse condotte tenute”.

Si tratterebbe quindi di un delitto premeditato da due soggetti diabolici che attraverso un piano ben orchestrato hanno spezzato la vita a due persone.

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