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Delitto di Pordenone: Giosuè Ruotolo aveva attivato un profilo Facebook segreto per contattare Teresa Costanza

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Importanti novità nel giallo di Pordenone. Gli inquirenti sono riusciti a risalire ad un profilo Facebook aperto da Giosuè Ruotolo con un nome di fantasia e chiuso dopo poco tempo il cui scopo era quello di parlare con Terersa Costanza e informarla delle abitudini del suo fidanzato, Trifone Ragone.

patrone ruotoloLa soluzione del giallo di Pordenone potrebbe essere nascosta sul web. Rosaria Patrone, la fidanzata di Giosuè Ruotolo, è indagata per favoreggiamento, istigazione e false attestazioni. Prima di essere interrogata ha detto alla sua amica di non fare alcun riferimento ad un profilo Facebook aggiungendo che non era importante, la ragazza però decise comunque di parlarne ai carabinieri.

Di questo profilo Facebook si parla da qualche settimana e non era stato creato da Rosaria Patrone, ma da Giosuè Ruotolo. Dopo essersi registrato con un nome e cognome di fantasia, il militare contattò Teresa Costanza, la fidanzata del suo ex coinquilino Trifone Ragone. Il profilo è rimasto attivo solo qualche giorno, il tempo necessario per informare la giovane 30enne sulle abitudini di Trifone e sulle frequentazioni. Perché Giosuè Ruotolo voleva mettere in guardia Teresa? Il contenuto di queste chat non è stato rivelato ma gli inquirenti ci stanno lavorando da quando Rosaria ha fornito i dati di accesso per recuperare parte delle conversazioni. Un’altra circostanza molto strana riguarda il numero di amici di Teresa su Facebook, dopo l’omicidio si è ridotto. Forse è solo una coincidenza ma questo ci porta a pensare che siano ancora molti i nodi da sciogliere. Intanto, tornando a Giosuè Ruotolo, pare che abbia acquistato un nuovo cellulare e anche questo apparecchio è stato analizzato.

Di nascosto qualcuno continua a fare del male a Teresa e Trifone, due giorni prima di Natale il piccolo altare allestito nel luogo dell’omicidio è stato distrutto. Potrebbe esserci un legame con le indagini visto che l’episodio si è verificato proprio prima dell’interrogatorio di Rosaria Patrone, ma non è escluso che si sia trattato di un atto di vandalismo. Un anziano ha assistito alla scena e ha descritto la persona che ha preso a calci i fiori e le fotografie giunta a bordo di un’auto bianca. I carabinieri stanno indagando anche su questo episodio.

Fonte: Giallo (num. 02)

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