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Delitto di Pordenone: Giosuè Ruotolo è stato cacciato dall’esercito?

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Giosuè Ruotolo non è più un militare dell’esercito. Il giovane di Somma Vesuviana è stato sospeso dal servizio.

ruotoloIl settimanale Giallo ha svelato in esclusiva che Giosuè Ruotolo non è più un militare dell’esercito. Il giovane 27enne di Somma Vesuviana, accusato del duplice omicidio di Trifone Ragone e Teresa Costanza, è stato sospeso dal servizio lo scorso 7 marzo. In quella data è stata eseguita nei confronti di Giosuè Ruotolo la misura di custodia cautelare. La comunicazione è stata data dal maggiore Massimo Grizzo della 132esima Brigata corazzata “Ariete”, dove prestava servizio Ruotolo. Non vi sono prove certe che incastrano l’ex militare, ma una serie di indizi inequivocabili.

Dagli atti delle indagini sono emerse alcune novità che potrebbero avere un peso nel processo, Giosuè Ruotolo infatti, quando non era ancora indagato, disse ad uno dei coinquilini: «Io ai carabinieri dirò che in caserma lavoravo da un’altra parte e che vedevo Trifone solo nell’area delle macchinette dopo l’alzabandiera delle 8.45, quando c’era la maggiore affluenza di persone e si era intenti tutti a scherzare». Giosuè cercava di mettersi d’accordo con Daniela Renna e Sergio Romano sulle dichiarazioni da rilasciare agli uomini dell’Arma durante il nuovo colloquio in caserma. Ma non finisce qui, nella stessa conversazione, si ritrovano persino a scherzare. Renna infatti, dice che se gli faranno molte domande, dirà al maresciallo che è “stalking”. Ricordiamo che i due coinquilini per mesi hanno dichiarato il falso, fornendo a Giosuè Ruotolo un alibi. Dopo qualche mese però la situazione iniziò a cambiare, Renna e Romano infatti dubitavano dell’innocenza del coinquilino, definendolo “strano”. Giosuè Ruotolo piangeva spesso in camera, ma mascherava le sue emozioni.

L’avvocato di Ruotolo è già pronto a smontare tutte le accuse, perché nessuno ha visto Giosuè sul luogo del delitto. Il settimanale Giallo, nel nuovo approfondimento sul caso del duplice delitto di Pordenone, scrive che all’inizio le attenzioni si erano concentrare su un altro individuo. Un collaboratore di giustizia aveva riferito agli inquirenti che Teresa Costanza era a conoscenza dei nomi di alcune persone che avrebbero commesso un delitto. La posizione di quest’uomo però venne archiviata e questa pista investigativa abbandonata del tutto. Intanto è in corso il processo contro Giosuè Ruotolo ed entro il mese di dicembre potrebbe già arrivare la sentenza di primo grado.

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