HOME | Redazione | Contattaci
Delitti.net
NewsDelitto di Pordenone: Giosuè Ruotolo sceglie la via del silenzio e non risponde alle domande del gip

Delitto di Pordenone: Giosuè Ruotolo sceglie la via del silenzio e non risponde alle domande del gip

di

Giosuè Ruotolo si è avvalso della facoltà di non rispondere. Detenuto nel carcere di Baldenich a Belluno dallo scorso 7 marzo, ieri mattina ha incontrato il gip del tribunale di Belluno. Il suo legale, Roberto Rigoni Stern vuole prima acquisire gli atti di indagine.

patrone ruotoloGiosuè Ruotolo uscirà da questa situazione, è l’obiettivo del suo legale che vuole prima avere tra le mani tutti gli atti per impostare la linea difensiva. Intanto nei prossimi giorni potrebbe essere presentato il ricorso contro il provvedimento restrittivo della libertà personale, che dovrebbe essere discusso i primi giorni del prossimo mese presso il tribunale del riesame di Triste. Giosuè Ruotolo, come riferito dal legale, è apparso sereno, anche se è molto provato dalla pressione che lo circonda. Ieri mattina una folla di giornalisti si è insediata sin dalle prime ore del mattino davanti ai cancelli del carcere, alla ricerca di notizie e dettagli importanti sul delitto dei fidanzati Trifone e Teresa.

Nell’ambito dell’inchiesta sull’omicidio di Pordenone, gli inquirenti hanno scoperto che Giosuè Ruotolo avrebbe agito per vendetta dopo un acceso diverbio. Insieme a lui è finita ai domiciliari la fidanzata Rosaria Patrone, accusata di favoreggiamento. Il movente sarebbero dei messaggi inviati da un profilo Facebook anonimo creato da Giosuè Ruotolo per minare la felicità del rapporto tra Teresa Costanza e Trifone Ragone. Trifone avrebbe scoperto che il mittente era l’ex coinquilino che temeva delle conseguenze per la sua carriera militare. Secondo l’accusa avrebbe pianificato il suo piano che ha messo in atto il 17 marzo del 2015 nel parcheggio della palestra. Fondamentale la testimonianza del runner che si stava allenando nella zona e che ha incrociato le vittime mentre salivano in auto. Lo stesso ha dichiarato di essersi recato presso il parco di San Valentino che dista solo 420 metri e si raggiunge in poco più di due minuti. Circa 30 secondi prima le telecamere avevano ripreso l’auto di Giosuè Ruotolo, ovvero dopo l’omicidio. Per il procuratore quanto dichiarato dall’indagato non è compatibile con quanto emerge dai filmati.

Giosuè Ruotolo si voleva vendicare di Trifone Ragone e in questo contesto l’omicidio di Teresa Costanza non è altro che un modo per depistare le indagini. La ragazza infatti era a conoscenza dei dissidi tra i due e avrebbe indirizzato gli inquirenti proprio nella strada giusta per risolvere il caso. Ma vi sarebbero anche delle strane azioni sui dispositivi informatici come il pc e lo smartphone proprio nei giorni in cui i media hanno diffuso la notizia che Ruotolo era indagato.

Lascia un commento

Back to Top