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teresa e trifone

Delitto di Pordenone: le strane voci sulla presunta omosessualità di Giosuè Ruotolo

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Dietro al duplice omicidio di Trifone Ragone e Teresa Costanza potrebbe esserci un movente passionale, così come confermano le ultime indagini su Giosuè Ruotolo l’unico sospettato su cui circolavano strane voci riguardo una presunta omosessualità.

giosuè ruotoloGli inquirenti hanno chiesto a Giosuè Ruotolo se fosse a conoscenza del fatto che in caserma giravano alcune strane voci sul suo conto, così come rivelato in esclusiva su Giallo n. 50. Il giovane di Somma Vesuviana, attualmente indagato per l’omicidio dei fidanzati di Pordenone ha risposto che non sapeva nulla aggiungendo che non è omosessuale. Le indagini però proseguono sulla pista passionale, intanto è stata riascoltata la fidanzata di Ruotolo.

La domanda che riguarda la sfera personale del soldato è una delle più imbarazzanti e non ci si poteva aspettare una risposta diversa da quella fornita. Le indiscrezioni sono state raccolte dai compagni di stanza ed ex commilitoni di Giosuè Ruotolo che hanno messo in dubbio la sua virilità. Nell’interrogatorio a cui è stato sottoposto il ragazzo, vi sono state altre domande dirette, per cercare di capire le abitudini sessuali della sua attuale ragazza. Il delitto di Pordenone dunque prende risvolti inaspettati e non si riesce a capire come mai anche Rosaria Patrone sia stata messa sotto torchio per più di 6 ore. Oltre a queste domande imbarazzanti è sicuro che gli inquirenti le hanno chiesto di fornire spiegazioni su alcuni abiti di Giosuè Ruotolo che mancano dal suo guardaroba proprio dalla sera in cui Trifone e Teresa sono stati trucidati a colpi di pistola. Rispetto alla scorsa settimana non sono emersi nuovi dettagli sul telefono cellulare in uso alla Patrone che sembra sia scomparso nel nulla. Nella memoria ci potrebbero essere informazioni importanti per ricostruire il quadro della relazione con Giosuè Ruotolo o dettagli importanti sul delitto di Pordenone. Ovviamente si tratta solo di ipotesi, ma non si capisce dove sia finito e perché abbia deciso di disfarsene. La sera del 17 marzo ha provato a contattare ripetutamente Giosuè, poi ha scritto un messaggio su Whatsapp in cui gli chiedeva se avesse fatto qualcosa di cui non era a conoscenza ma la risposta del giovane è stata lapidaria senza alcun riferimento alla scena tragica a cui aveva assistito.

Giosuè Ruotolo è tornato comunque in servizio ma non nella caserma dove lavorava Trifone Ragone. Pur avendo vinto il concorso per entrare in Guardia di Finanza, al momento il suo sogno è stato infranto visto che è iscritto nel registro degli indagati. Nei prossimi giorni si conosceranno gli esiti dell’esame del Dna misto rinvenuto nell’auto di Ruotolo e su alcuni indumenti. La Procura inoltre avrebbe in mano la prova decisiva per incastrarlo, ma al momento queste informazioni sono celate dal massimo riserbo.

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