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Delitto di Pordenone, parla il militare indagato: “Non c’entro, ma è giusto che indaghino”

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trifone e teresaDopo mesi di silenzio è spuntato il primo indagato per l’omicidio di Teresa e Trifone, i due fidanzati uccisi a colpi di pistola in un parcheggio di Pordenone. Le indagini proseguono alla ricerca di nuovi elementi e nel frattempo anche la fidanzata di Giosuè Ruotolo, il militare indagato, è stata ascoltata dagli esperti

I Ris di Parma hanno eseguito alcuni accertamenti nell’abitazione di Pordenone del militare Giosuè Ruotolo. Anche l’auto di quest’ultimo è stata sequestrata e portata in caserma dove è stata fatta la prova del tampone per accertare la presenza di eventuali tracce biologiche che potrebbero appartenere a Teresa e Trifone.

Le indagini quindi continuano e, come annunciato da IlMattino.it, anche la fidanzata di Ruotolo, studentessa di Giurisprudenza, è stata interrogata ed ascoltata come persone informata sui fatti. Sembrerebbe che dall’interrogatorio non siano emerse contraddizioni o particolari che potrebbero far supporre agli investigatori che la donna sia coinvolta nell’omicidio di Pordenone.

Intanto Giosuè Ruotolo ha dichiarato di essere tranquillo: “Sulla mia accusa sono tranquillo. Sono sicuro di quello che ho fatto, ovvero niente. Posso solo dire che non sono stato io. Non c’entro, ma è giusto che indaghino, così verranno eliminati i dubbi. Io sono il primo a chiederlo. Io e Trifone eravamo amici”.

Il militare indagato per il delitto di Pordenone sembrerebbe però non avere un alibi: “Chi non ha un alibi deve essere per forza colpevole? Io e Trifone eravamo amici, l’ho portato a spalla al funerale, era un collega mio, ho ritenuto opportuno farlo, mi sembrava giusto e doveroso”.

Ruotolo avrebbe inoltre sottolineato di non aver avuto mai una pistola e che non avrebbe avuto alcun motivo di litigare con Trifone: “Io sono una persona che non litiga mai con nessuno ma anche lui era una persona solare. Andavamo d’accordo, ci vedevamo in caserma, uscivamo insieme qualche volta. Ma il nostro non era un rapporto invasivo. Teresa? La conoscevo appena. Un’azione del genere è un’atrocità che un essere umano non può fare”.

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