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Delitto di Pordenone, parla la mamma di Trifone Ragone: i coinquilini volevano coprire Giosuè Ruotolo

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Eleonora Ragone, la madre di Trifone Ragone, ha confessato al settimanale Giallo num. 6 che poche ore dopo il delitto, uno degli amici di Giosuè Ruotolo le ha detto che l’assassino poteva essere un marito geloso. Il ragazzo aveva molte relazioni amorose. Si trattava di un tentativo di depistare le indagini?

teresa e trifoneVi sono poche certezze sul delitto di Pordenone a distanza di quasi un anno dal tragico evento. Una di queste è che l’assassino di Trifone Ragone e Teresa Costanza conosceva molto bene le loro abitudini. Per i genitori delle vittime il calvario non è ancora finito e ogni giorno cercano di mettere insieme i momenti che hanno seguito la notizia che gli ha cambiato per sempre la vita. La madre di Trifone Ragone si è sempre mostrata una donna forte e lucida, e a distanza di tempo ha ricordato un evento che il settimanale Giallo num. 6 ha voluto svelare ai suoi lettori.

La signora Eleonora era sotto shock per l’omicidio del figlio e della fidanzata avvenuto qualche ora prima, mentre era in albergo con il marito ha incontrato Sergio Romano, uno dei coinquilini di Giosuè Ruotolo. Il ragazzo non avrebbe avuto nessun imbarazzo nel dirle che Trifone Ragone aveva molte relazioni, forse con donne sposate, quindi il suo assassino poteva essere un marito geloso. Ovviamente Eleonora non ha dato peso a quelle parole, il suo cuore era straziato dal dolore, però oggi è convinta che quello fosse un maldestro tentativo di coprire Ruotolo.

Quello che sappiamo del delitto di Pordenone è che sono iscritti nel registro degli indagati il 26enne di Somma Vesuviana, accusato di omicidio volontario e porto abusivo di armi, e la sua fidanzata, Rosaria Patrone, indagata per istigazione, favoreggiamento e false attestazioni. Non ci sono prove schiaccianti contro di loro ma solo delle coincidenze.

Sergio Romano e l’altro coinquilino Daniele Renna, hanno fornito un alibi di ferro per Ruotolo, ma gli stessi si sono contraddetti più volte, e gli inquirenti hanno ritenuto opportuno ascoltarli di nuovo perché dalle indagini è emerso che Ruotolo alle 20 non era in casa a giocare alla PlayStation. La sua auto è stata ripresa dalle telecamere nei pressi del parcheggio della palestra dove è avvenuto l’omicidio e ancora vicino al Lago di San Valentino, nei cui fondali è stata trovata l’arma del delitto. Giosuè Ruotolo quella sera è uscito intorno alle 19.30, dove è andato?

La madre di Trifone Ragone non capisce perché i due coinquilini di Ruotolo, che in passato hanno condiviso l’appartamento anche con il militare ucciso, hanno raccontato la verità solo dopo sei mesi. E soprattutto la donna non riesce a spiegarsi il tentativo di infangare il nome di suo figlio, anche se ha il sospetto che abbiano voluto depistare le indagini per proteggere Ruotolo. I carabinieri del Ros intanto hanno appena finito di analizzare un computer sequestrato a Sergio Romano, secondo delle indiscrezioni pare che siano spariti diversi file. Sono prove e indizi che servono per accertare il coinvolgimento diretto di Ruotolo nel delitto di Pordenone? La risposta non tarderà ad arrivare.

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