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Delitto di Pordenone, per la difesa “alla guida dell’auto c’era una donna”

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giosuè ruotoloIl militare Giosuè Ruotolo è stato arrestato lo scorso 7 marzo con l’accusa di aver ucciso Teresa Costanza e Trifone Ragone con sei colpi di pistola nel parcheggio del palasport di Pordenone. La difesa però, continua a credere nell’innocenza del 27enne. Vediamo perchè

Troppe sarebbero le lacune nel nel quadro probatorio raccolto dalla Procura di Pordenone. Il 10 ottobre ci sarà la prima udienza davanti alla Corte d’Assise di Udine e Roberto Rigoni Stern e Giuseppe Esposito, avvocati di Ruotolo, si preparano a dimostrare una volta per tutte l’innocenza del militare.

“Il dibattimento – ha spiegato l’avvocato Rigoni Stern – servirà a fare luce su tante circostanze . Bisognerà fare numerosi chiarimenti in merito agli esiti delle indagini. In primis, non ci sono elementi tali per capire che il veicolo di Ruotolo era presente sulla scena del crimine. Al momento ci sono 10-12 persone che erano nel parcheggio del palasport e che saranno chiamate a testimoniare insieme ad almeno un centinaio di persone. Dall’uomo che non aveva visto Ruotolo alla guida dell’Audi grigia, alla donna che aveva sentito i colpi di pistola e che ha dichiarato di non aver visto nessuna macchina allontanarsi dal parcheggio della palestra. Ruotolo è in carcere senza accuse fondate. Per esempio, una delle persone presenti sulla scena del delitto ha notato che alla guida dell’Audi A3 grigia che, secondo l’accusa sarebbe di Ruotolo, c’era una donna“.

“È in attesa del processo – conclude il legale – È una persona convinta della sua onestà e che ha una famiglia alle spalle che lo sostiene. La verità emergerà. Ma non vogliamo condanne preventive sui giornali”.

L’avvocato ha poi commentato la scelta di Rosaria Patrone, ex fidanzata di Ruolo, di chiedere il patteggiamento: “La Patrone ha spiegato le motivazioni personali della sua scelta. L’ultima parola spetterà al gip di Pordenone che dovrà decidere se accogliere o meno la richiesta. Rispetto questa decisione della ragazza, che sarà sicuramente stanca di questa storia, però non la condivido perché in questa vicenda ci sono tanti lati oscuri ancora da chiarire. Sono convinto che nel dibattimento emergerà uno spaccato delle vite delle vittime e delle loro frequentazioni fuori dal lavoro e dalla caserma”.

Da: Ilgiorno.it

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