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Delitti ItalianiDelitto di Pordenone: ritrovata una traccia sospetta sugli indumenti di Giosuè Ruotolo
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Delitto di Pordenone: ritrovata una traccia sospetta sugli indumenti di Giosuè Ruotolo

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Proseguono le indagini per fare luce su quanto accaduto quella fredda sera di marzo a Pordenone e per stabilire se ad uccidere Trifone e Teresa sia stato Giosuè Ruotolo. Un nuovo particolare inchioda il principale sospettato.

giosuè ruotoloGiosuè Ruotolo è indagato per il duplice omicidio di Trifone Ragone e Teresa Costanza e la sua posizione diventa sempre più complicata perché il giovane partenopeo, oltre ad essere stato avvistato nei pressi della scena del crimine, sui suoi indumenti e nella sua auto sono state rinvenute delle tracce sospette e sugli abiti sequestrati è stato isolato un profilo di Dna misto così come rivelato in esclusiva da Giallo n. 48.

Cerchiamo di fare chiarezza perché spesso ci rendiamo conto che è piuttosto difficile per i non addetti ai lavori interpretare quello che dicono i giornali, ne parlava ieri sera Federica Sciarelli riguardo al caso Yara Gambirasio, che approfondiremo nei prossimi giorni. Prima di essere certi che quel Dna misto, che per definizione appartiene a due persone, possa appartenere ad una delle due vittime del delitto di Pordenone occorre attendere l’identificazione alla presenza di accusa e difesa.

Uno dei dubbi degli inquirenti è che il Dna delle vittime si sia mischiato con quello dell’assassino, ma dobbiamo attendere almeno una ventina di giorni per conoscere i risultati. In questa fase delle indagini ogni fuga di notizie può intralciare le indagini e precisiamo che anche tra traccia rinvenuta con il luminol sulla cintura di sicurezza dell’Audi A3 di Giosuè Ruotolo potrebbe non essere sangue.

Purtroppo, riguardo il mistero del telefonino rivenuto in fondo al lago non ci sono ancora certezze sul legittimo proprietario anche se la descrizione coincide con quella fornita dai coinquilini di Giosuè Ruotolo che hanno raccontato che Trifone ne aveva uno simile. Tra le notizie trapelate ve ne è una che fa pensare che chi l’ha gettato nel lago aveva intenzione di disfarsene, infatti è stato trovato senza batteria, inoltre analizzando il codice Imei che identifica il dispositivo è stato accertato che da quel cellulare nel mese di maggio sono stati inviati due sms e quindi significa che non è stato gettato nel lago insieme alla pistola.

Gli elementi raccolti contro Giosuè Ruotolo, secondo il suo legale, l’avvocato Roberto Rigoni Stern, sono troppo deboli per sostenere che il giovane di Somma Vesuviana c’entri con il delitto dei fidanzati di Pordenone, infatti è indagato a piede libero e non è ancora stato arrestato.

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