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NewsDelitto di Pordenone: un testimone ha visto l’auto di Giosuè Ruotolo nei pressi del parcheggio, il movente è un pegno d’amore?

Delitto di Pordenone: un testimone ha visto l’auto di Giosuè Ruotolo nei pressi del parcheggio, il movente è un pegno d’amore?

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Il giallo del delitto di Pordenone sembra essere ad un passo dalla svolta, la sera del 17 marzo un testimone ha riferito di aver visto un’auto come quella di Giosuè Ruotolo nei pressi del parcheggio. Il settimanale Giallo di questa settimana ha ipotizzato che il movente dell’omicidio possa essere un pegno d’amore, chiesto da Rosaria Patrone al fidanzato.

giosuè ruotolo rosaria patroneEmergono sempre più dettagli riguardo l’omicidio dei fidanzati di Pordenone, tanti che la svolta potrebbe arrivare da un momento all’altro. La prima novità riguarda la testimonianza del padre di una ragazzino che quella era al palazzetto dello sport di Pordenone e che ha riferito di aver visto una persona all’interno di un’Audi A3 di colore chiaro intorno alle 19.20, ovvero circa mezz’ora prima che si verificasse il delitto.

L’uomo aspettava il figlio ed è grazie a questa testimonianza che gli inquirenti potrebbero essere arrivati a Giosuè Ruotolo. La descrizione dell’auto infatti non lascia dubbi e forse anche la descrizione dell’uomo che vi era seduto dentro, con lo sportello aperto, intento a maneggiare un cellulare. Se questa testimonianza fosse vera, Giosuè Ruotolo potrebbe essersi appostato per attendere che Trifone e Teresa uscissero dalla palestra. Il giovane di Somma Vesuviana, durante l’interrogatorio ha ammesso di essersi fermato perché voleva allenarsi ma non c’era parcheggio, così dopo aver ascoltato un paio di canzoni è ripartito verso il laghetto dove è stata trovata l’arma del delitto. Giosuè Ruotolo ha modificato la sua versione e questa è la seconda che è arrivata dopo che i militari gli hanno fatto vedere la sua auto immortalata dalle telecamere, nella prima disse che era stato tutta la sera a giocare con i videogame nel suo appartamento.

In questi ultimi giorni gli inquirenti si sono concentrati sul materiale informatico prelevato dall’appartamento di Giosuè Ruotolo e sui cellulari che utilizzava. La sera dell’omicidio lasciò a casa quello con cui scambiava sms con Rosaria Patrone, la sua ragazza. Sono molti i comportamenti strani che ha avuto in questo mese, dopo l’omicidio di Teresa e Trifone, Giosuè Ruotolo si è sottoposto ad un intervento agli occhi, e ha trascorso il periodo di convalescenza a casa. Ha deciso di lasciare l’auto a Pordenone dicendo ai coinquilini che potevano utilizzarla, forse per poter dire che non era l’unico ad utilizzarla. Inoltre, temendo di essere intercettato, ha portato la sua auto dal meccanico, per un problema elettronico, trovando la cimice nascosta dagli inquirenti.

Il quadro accusatorio nei confronti di Giosuè Ruotolo è sempre più grave, ma nell’indagine è entrata anche la sua ragazza, Rosaria Patrone. Il settimanale Giallo in edicola questa settimana ha fatto un’ipotesi sconvolgente, ovvero che la fidanzata abbia chiesto un pegno d’amore al militare. La Patrone è stata iscritta nel registro degli indagati due giorni prima di Natale, ed è accusata di istigazione, favoreggiamento e false attestazioni. Uno dei sospetti è che Rosaria abbia scambiato dei messaggi con Trifone Ragone attraverso un profilo Facebook falso aperto con un nome fantasioso. Anche la vittima aveva un profilo segreto che utilizzava per comunicare sui social. I due hanno chattato all’insaputa di Giosuè e Teresa? La Patrone si è avvalsa della facoltà di non rispondere, ma sono stati forniti i dati per accedere ai profili social.

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