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NewsDelitto di Ferrara: dopo il massacro la partita alla Play Station, per il pm ‘innata ferocia’
Delitto di Ferrara: dopo il massacro la partita alla Play Station, per il pm ‘innata ferocia’

Delitto di Ferrara: dopo il massacro la partita alla Play Station, per il pm ‘innata ferocia’

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Avevano pianificato il delitto dei genitori di Riccardo da tempo, poi con Manuel hanno giocato alla Play Station mentre i corpi giacevano in un’altra stanza. Vi sarebbero anche delle intercettazioni shock. Per il pm intanto i due amici hanno agito con ‘innata ferocia’.

Delitto di Ferrara: dopo il massacro la partita alla Play Station, per il pm ‘innata ferocia’Riccardo e Manuel non erano mai andati in fondo, da tempo infatti parlavano di uccidere i Vincelli, genitori del più piccolo dei due amici. Come riporta Il Resto del Carlino, la confessione dell’amico Manuel sarebbe stata molto chiara: «Per Riccardo avrei fatto tutto». Così alla richiesta di uccidere la madre e il padre per mille euro non ha esitato. Il ragazzo si è introdotto senza troppa difficoltà e ha colpito prima il padre con due colpi di ascia alla testa e poi la madre, colpita sei volte. In un’altra stanza c’era il figlio che non ha assistito alla mattanza perché non ne aveva il coraggio. Il pm ha parlato di ‘innata ferocia’ ma c’è di più nel racconto dell’orrore ovvero l’indifferenza e la freddezza del post omicidio. Dopo essersi disfatti dell’arma e degli abiti, sono andati a casa di Manuel per giocare ai videogiochi e si sono addormentati.

Come riporta Fanpage vi sarebbero delle intercettazioni ambientali in caserma. Uno dei due ragazzi si preoccupa se l’altro abbia cambiato i calzini e le scarpe. Erano convinti che la loro versione avrebbe convinto i militari, non sapevano che li stavano ascoltando perché nei primi racconti avevano evidenziato delle incongruenze. Sarebbe stato proprio Riccardo a chiedere a Manuel se si fosse ripulito visto che avrebbe potuto lasciare delle tracce nella casa. Proprio in quel momento gli ha detto che era tutto nel canale, una semi-confessione, con cui sono stati messi alle strette. Manuel è stato il primo a cedere.

Intanto a Pontelagorino, cittadina del ferrarese dove vivevano i Vincelli, è stata organizzata una fiaccolata in memoria di Salvatore e Nunzia. Nel corteo presenti anche i genitori di Manuel, i compagni di scuola e gli insegnanti. Una tragedia ancora inspiegabile nonostante siano stati sprecati fiumi di inchiostro. Davvero si può uccidere solo perché stanchi di essere rimproverati per i brutti voti a scuola? Oppure il ragazzo viveva un disagio più profondo? Nulla può giustificare le sue azioni e da quanto si apprende la misura cautelare è stata resa necessaria proprio per il pericolo di reiterazione del reato.

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