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Delitti ItalianiNewsDelitto Garlasco, la difesa di Stasi passa all’attacco: “Il Dna non è degradato”

Delitto Garlasco, la difesa di Stasi passa all’attacco: “Il Dna non è degradato”

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Giada Bocellari, uno dei legali di Alberto Stasi, attacca gli avvocati della famiglia di Chiara Poggi, i quali contestano le indagini e gli esami che hanno portato, dopo 10 anni dal delitto, ad un nuovo indagato

Per i legali della famiglia Poggi, stando alla perizia del professor De Stefano, il materiale trovato sotto le unghie della vittima era troppo esiguo per poter essere analizzato e per poter dare risultati certi.

L’avvocato Bocellari ha per questo specificato che gli esami sono stati effettuati grazie a del Dna estrapolato da altre unghie di Chiara Poggi: “Anche noi, come difesa, ci siamo rifatti alla perizia De Stefano e in particolare ai dati grezzi, quindi i dati di partenza dell’esame. È in parte vero quello che dice la parte civile, peccato che non distingua reperto da reperto. Sono state analizzate nove unghie di Chiara Poggi. È assolutamente fuorviante fare un discorso generale di degradazione. Altrimenti ci sarebbe da chiedersi perché il professor De Stefano si sia deciso a prelevare il Dna di Stasi per un confronto se l’intero materiale ungueale era tanto compromesso. Si deve invece considerare unghia per unghia”.

“Significa – continua l’avvocato – che è vero che il Dna maschile trovato su alcune unghie può essere considerato degradato, ma è anche vero che quello su almeno tre-quattro unghie non era assolutamente degradato. Anzi, i “picchi” erano tanto alti che sono risultati perfettamente utilizzabili per un confronto. Sono stati proprio questi a convincere, all’epoca, il professor De Stefano, ad acquisire il Dna di Stasi. Siamo partiti da questo: dagli stessi dati da cui aveva preso le mosse l’esame del professor De Stefano. E siamo arrivati a certi risultati”.

Nonostante tutto però, i legali di Stasi non si sbilanciano più di tanto riguardo la posizione del nuovo indagato, Andrea Sempio, amico del fratello di Chiara Poggi, il quale non viene mai definito dalla difesa come il vero colpevole: “Abbiamo però fornito almeno un elemento nuovo, a nostro avviso decisivo, che comprova l’innocenza di Alberto Stasi“.

Intervista da: Ilgiorno.it

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