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Delitto Giulia Ballestri: sui jeans e sulle scarpe di Matteo Cagnoni trovato il suo sangue

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Ci sono tracce di sangue di Giulia Ballestri sugli indumenti di Matteo Cagnoni. Lo ha stabilito la perizia del medico legale incaricato dai consulenti della procura. La donna è stata uccisa a settembre 2016 e da quattro mesi l’uomo è in carcere.

Matteo Cagnoni è accusato dell’omicidio dell’ex moglie Giulia Ballestri. Sugli oggetti e sugli indumenti sequestrati all’uomo c’è il sangue della vittima. Giulia è stata uccisa a settembre dello scorso anno con 10 bastonate in faccia nella villa di famiglia situata nel centro di Ravenna. Gli inquirenti l’hanno trovata nella cantina del casolare. Dalla perizia è emerso che le tracce biologiche trovate sui jeans e sulle scarpe di Matteo Cagnoni appartengono a Giulia Ballestri. Ricordiamo che l’uomo, di professione dermatologo, è detenuto in carcere da quattro mesi con l’accusa di omicidio. Come riporta Fanpage però le scarpe potrebbero appartenere al padre del dermatologo, Mario Cagnoni è indagato di favoreggiamento. Secondo il pm avrebbe aiutato il figlio ad occultare il corpo.

Nelle tasche dei jeans è stato trovato un frammento di legno che potrebbe essere quello del bastone utilizzato per uccidere Giulia. Sull’impugnatura dello stesso inoltre ci sono altre tracce di Dna che è stato ritenuto compatibile con quello di Cagnoni. Il medico, volto noto, è stato arrestato dopo una fuga dalla casa dei genitori a Firenze dove si era rifugiato con i figli subito dopo l’omicidio. Sono molti gli indizi passati al setaccio, tra questi anche dei graffi presenti sul suo volto. Cagnoni aveva detto che se li era procurati durante la fuga ma quei segni potrebbero essere stati fatti da Giulia Ballestri, nel tentativo disperato di difendersi. L’uomo continua a dichiararsi innocente e punta il dito contro il nuovo compagno dell’ex moglie ma a sua volta ha accusato il dermatologo dicendo che la faceva seguire e aveva fatto mettere sotto controllo il telefono.

Il movente del delitto secondo la procura sarebbe la difficile separazione della coppia. Giulia e Matteo vivevano separati sotto lo stesso tetto. La mattina dell’omicidio erano andati presso la villa per discutere della divisione di alcuni quadri, da quando avevano avviato le pratiche per la separazione Cagnoni aveva alienato alcuni beni intestandoli ad altri familiari.

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